Il Tirreno

Prato

Milone: «Rifarei la gaffe per difendere la città»

L’assessore aveva annunciato un’invasione di nomadi, che poi si sono rivelati essere una missione cristiana evangelica: «E’ stato solo un equivoco»

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PRATO. L’assessore alla Sicurezza urbana Aldo Milone deve aver pensato che la miglior difesa è l’attacco. E così, all’indomani della clamorosa gaffe di cui è stato protagonista, ha deciso di rilanciare. Mercoledì aveva paventato un’invasione di nomadi per un raduno di sinti di religione evangelica, e aveva subito eretto un muro a difesa della città minacciata da centinaia, forse migliaia di “zingari”. Ieri invece si è scoperto che a chiedere l’uso di un’area di oltre mille metri quadri a Galcetello, per dieci giorni a giugno, non erano stati i nomadi, ma la missione cristiana evangelica “Cristo è la risposta”, con conseguente figuraccia dell’assessore in consiglio, che però ieri ha deciso di rilanciare.

«In merito all'equivoco sorto circa l'autorizzazione richiesta da un gruppo di evangelici, scambiati per nomadi - scrive Milone in una nota - mi corre l'obbligo di precisare che tale richiesta doveva provenire anche da uno pseudo gruppo religioso di nomadi e proprio per il mese di giugno. Pertanto, visti i frequenti arrivi di nomadi in città, soprattutto in questi ultimi tempi, che hanno creato seri problemi di degrado e di sicurezza richiedendo il continuo impiego di poliziotti municipali per consentire sgomberi e allontanamento, la richiesta di quel gruppo religioso - ripeto - con la denominazione molto simile a quella dei rom, aveva creato notevoli preoccupazioni nell'Amministrazione Comunale».

«Se questa è stata una gaffe -promette Milone - sono disposto a ripeterla perché i problemi che avrebbero creato circa 2.000 nomadi in città sarebbero stati enormi con conseguenze disastrose per quanto riguarda il degrado e la sicurezza dei cittadini. Preciso inoltre che questo gruppo evangelico ha già rinunciato a venire a Prato non per la sospensione dell'autorizzazione ma forse per il costo che dovevano accollarsi per l'occupazione del suolo pubblico. Quindi tutti quei soloni che adesso cercano di condannare l'operato della giunta su questo problema, farebbero bene a stare zitti perché quando abbiamo avuto gli insediamenti di rom in via Gora del Pero e in altre zone della città, subito si sono affrettati a chiederne lo sgombero. Quindi - e lo ripeto ancora - preferiamo in taluni casi fare qualche gaffe piuttosto che trovarci invasi da migliaia di rom con le conseguenze che tutti conoscono».

Insomma, nessun passo indietro, nessuna autocritica. Di fronte alle critiche di chi lo ha accusato di alimentare un clima di paura, Milone preferisce rilanciare e non prende in considerazione l’ipotesi di farsi da parte, come gli chiede Simone Mangani del Partito democratico (vedi articolo a lato).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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