Gioco
Uno striscione: «Sindaco dimettiti»
PRATO. Dopo il striscione esposto in occasione del corteo del Primo maggio i Giovani democratici tornano a pungolare il sindaco Cenni. Ieri alle 18.15, all’uscita del consiglio comunale di Prato...
PRATO. Dopo il striscione esposto in occasione del corteo del Primo maggio i Giovani democratici tornano a pungolare il sindaco Cenni. Ieri alle 18.15, all’uscita del consiglio comunale di Prato scatta il blitz. Venti ragazzi, armati di due grandi striscioni e tanti volantini, aspettano in piazza del Comune l’uscita dei consiglieri comunali e soprattutto del sindaco e della giunta. Quando sono fuori viene srotolato il primo striscione: è un’enorme lettera dimissioni datata 10 maggio 2012 dove in fondo c’è uno spazio vuoto che aspetta solo la firma del sindaco. Il secondo invece è una grande e in equivocabile scritta rossa: “Firmala!”. Nel frattempo vengono distribuiti dei volantini per spiegare il motivo del gesto, Ancora più chiaro è Alberto Vignoli, segretario dei Giovani democratici di Prato: «Siamo in piazza per spingere il sindaco a un atto dovuto nei confronti dei propri cittadini e anche per chiamare la città e le opposizioni ad una mobilitazione permanente». Continua Lorenzo Rocchi: «Roberto Cenni è il simbolo del declino di questa città e la sua non politica uccide le nostre sempre più timide speranza di una ripresa. Non una scelta strategica, non un grande investimento per la nostra città, solo regressione culturale e sociale. Roberto Cenni, nella sua campagna elettorale, ci aveva sedotti con il sogno del ritorno a un passato glorioso di una Prato che lavorava, che produceva e che si arricchiva. Ci lascia una Prato in fallimento. Il sogno era probabilmente già sbagliato in partenza, perché i sogni non guardano mai indietro, ma in molti ci avevano creduto. E’ anche per loro che il sindaco si deve dimettere».
I giovani sono stati poi identificati dagli agenti della Polizia municipale.
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