Attenzione
«Non ce la faccio più» e si impicca nel parco
In lite col fratello e la sorella per l’eredità del loro padre, era in mobilità Sgomento a Vaiano dove era conosciuto e apprezzato per la sua disponibilità
VAIANO. Forse anche quella di Vaiano potrebbe essere etichettata come una delle «conseguenze umane della crisi» come le ha inopportunamente definite il presidente del Consiglio Mario Monti.
In lite col fratello e una sorella per l’eredità del loro padre scomparso due anni fa e che non era ancora riuscito ad avere, messo in mobilità dall’azienda tessile per la quale lavorava, incapace di far fronte all’affitto e alle bollette, ha «chiesto scusa» e ha deciso di mettere fine al suo «brutto periodo», come ha lasciato scritto in un biglietto. L’uomo, un cinquantacinquenne di Vaiano, si è tolto la vita impiccandosi ad un albero in un parco poco lontano dalla propria abitazione.
Lo ha trovato, ieri mattina, un giovane che faceva jogging lungo la strada che da Schignano porta a Vaiano e il medico legale ha accertato che molto probabilmente il decesso risale a poche ore dopo la mezzanotte fra mercoledì e giovedì.
Già alle 8 l'intero paese sapeva della tragica notizia, tra i primi ad essere avvertiti il vice sindaco Primo Bosi e Gaetano Galardi presidente della Pubblica Assistenza di Vaiano, entrambi amici del morto.
«Domenica - ricorda Bosi - in occasione della festa della protezione civile abbiamo passato un pomeriggio insieme, aveva voglia di scherzare e non mi è sembrato diverso dal solito, quando sono stato avvertito della tragica notizia sono rimasto sconvolto; tutto mi sarei aspettato tranne che si togliesse la vita». Anche Galardi ricorda l'amico , si conoscevano da quando erano bambini nonostante ci fossero tre anni di differenza. «Ha prestato per tanti anni servizio presso la Pubblica Assistenza, era un ottimo artigiano, ricordo che un primo maggio insieme abbiamo tagliato tutta la siepe della sede e spesso ha riparato i mobili dell'associazione. Ci siamo incontrati martedì e mi sembrava tranquillo, anche se ripensandoci era un po' più triste del solito». Tanti i ricordi che affiorano alla mente del presidente. «Era un uomo generoso, sempre pronto ad aiutare gli altri, gli piaceva stare in compagnia, spesso ci trovavamo a cena con altri amici». Un particolare però fa riflettere; «Qualche giorno fa mi ha consegnato una vecchia fotografia trovata mentre rimetteva in ordine in casa. Mi ha detto di conservarla, un gesto che letto a posteriori ha il sapore di un addio».
Nessuno in paese si era accorto delle intenzioni tragiche dell' uomo, eppure dal biglietto che ha lasciato emerge chiaramente che aveva pianificato tutto: bara chiusa perchè nessuno lo deve vedere, vestito con abiti semplici, cremazione e soltanto una benedizione della salma, senza la messa, nelle cappelle della Pubblica Assistenza di Prato, dove, dopo qualche contrasto con alcuni soci della sede di Vaiano prestava servizio occasionalmente. Nel suo paese di origine tornerà soltanto una piccola urna.
Al bar della Misericordia, il suicidio per tutto il giorno è al centro di ogni conversazione; qualcuno lo ricorda come un uomo solitario, "un signorino invecchiato", con alle spalle diversi lavori; dall'autotrasportatore all' operaio di filatura. Il titolare di una delle ditte dove ha lavorato dal 2007 al 2009 lo ricorda come "un dipendente modello, preciso e generoso." Si licenziò per motivi di salute, ma rimase in ottimi rapporti con il suo datore di lavoro. Poco si sa sulla sua vita privata; viveva da solo, aveva un fratello, titolare di una falegnameria e una sorella. Nel biglietto trovato dai carabinieri, l’uomo oltre a chiedere scusa per il suo gesto e a giustificarlo per il brutto periodo che stava attraversando ha scritto anche a chi vuole che vada la sua di eredità e fra i beneficiari ci sono varie associazioni fra le quali anche il Mato Grosso.
I carabinieri hanno fatto una dettagliata relazione al sostituto procuratore della Repubblica Roberta Pieri che ha dato il nulla osta per i funerali.
Oggi pomeriggio alle 16 ci sarà la commemorazione nella cappella della Pubblica Assistenza di Prato dove la salma riceverà la benedizione del parroco di Vaiano. Poi il trasporto della salma a Pistoia per la cremazione e solo la settimana prossima le ceneri torneranno a Vaiano per essere sepolte.
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