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Prato

Il mistero di “Bella ciao” continua

PRATO. Come mai non è stata eseguita dalla banda la canzone simbolo della Resistenza “Bella ciao”, in occasione della cerimonia del 25 Aprile? La risposta all’interpellanza presentata dai deputati...

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PRATO. Come mai non è stata eseguita dalla banda la canzone simbolo della Resistenza “Bella ciao”, in occasione della cerimonia del 25 Aprile? La risposta all’interpellanza presentata dai deputati Antonello Giacomelli, Andrea Lulli e Michele Ventura, è stata fornita ieri mattina nell’aula di Montecitorio dal sottosegretario all’Interno Saverio Ruperto. Il sottosegretario ha spiegato che è stata la Prefettura di Prato a stabilire la presenza alla cerimonia dei rappresentanti militari interforze. In questo senso non esiste alcuna circolare o disposizione. Una presenza che, secondo il protocollo, prevede l’esecuzione dell’Inno di Mameli, dell’inno del Piave e di altre musiche militari. La mancata esecuzione di “Bella ciao”, a detta del sottosegretario Ruperto, sarebbe stata concordata dalla Prefettura di Prato con la stessa Anpi, l’associazione nazionale partigiani. Una ricostruzione che stride, come ha fatto osservare il deputato Giacomelli, con le rimostranze manifestate dal presidente provinciale dell’Anpi, Ennio Saccenti. Il caso, quindi, appare tutt’altro che chiuso.

Occorre ricordare che la canzone “Bella ciao” venne intonata soltanto grazie all’iniziativa spontanea da parte di un gruppo di giovani dopo che i gonfaloni e le autorità si erano allontanati da piazza Santa Maria delle Carceri dove si era svolta la cerimonia.

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