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Prato

la proposta della lega nord

«Poggio e Carmignano tornino unico Comune»

«Poggio e Carmignano tornino unico Comune»

PRATO. Quel Comune non s'aveva da fare. Nel cinquantesimo della nascita di Poggio a Caiano, Marcello Picchi, da pochi mesi consigliere comunale della Lega Nord a Carmignano, veste i panni del...

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PRATO. Quel Comune non s'aveva da fare. Nel cinquantesimo della nascita di Poggio a Caiano, Marcello Picchi, da pochi mesi consigliere comunale della Lega Nord a Carmignano, veste i panni del guastatore e bolla come sciagurata la ricorrenza che si festeggia nel più piccolo dei due comuni medicei, dal 1962 autonomo. «Quella di Poggio fu una secessione: un'amputazione di un territorio secolare» taglia corto. «Crearlo fu un errore» dice. E lo scrive, in una mozione che sarà lunedì all'attenzione del consiglio comunale di Carmignano. La sua idea? Riunire i due comuni, fonderli insieme o almeno creare un'unione. «Lo stanno facendo a Figline e Incisa Valdarno» spiega. Nel Chianti si sono riavvicinati Barberino e Tavarnelle. «Perchè non lo potremmo fare anche noi sul Montalbano? - si domanda Picchi - Se in passato è stato commesso un errore non vuol dire che non si possa rimediare o tornare indietro, una volta venute meno tutte le improbabili ragioni che allora furono ingigantite o distorte o fors'anche peggio ispirate da motivi molto sospetti e di interesse più particolare che generale». Che la strada non sia così semplice è evidente. Doriano Cirri, sindaco di Carmignano, non a caso preferisce parlare di gestione associata di alcuni servizi anziché di fusione dei due comuni. «Da verificare caso per caso - avverte - , perché non è scontato che unire tutto sia conveniente». Intanto però il consigliere della Lega chiede almeno che se ne discuta e che si apra una riflessione. Seria. Del resto più volte in passato sono state annunciate possibili fusioni di uffici, dai tributi e il personale ai servizi tecnici. Ci sono state anche collaborazioni sperimentali, tra la polizia municipale. Ma poi anziché spingere sull'acceleratore si è rallentato. Sono i numeri e la conformazione dei due territori a spingere per la collaborazione: meno di sei chilometri quadrati e diecimila abitanti a Poggio, quindicimila e 39 chilometri a Carmignano, che conta meno di settanta dipendenti ed appena sette vigili. «Stiamo lavorando per mettere insieme alcuni servizi: il personale e l'informatica, ad esempio - spiega il sindaco Cirri - . Abbiamo già un solo segretario comunale. Su altre temi, come il turismo o il trasporto locale, ci parliamo da tempo e lavoriamo in sinergia». Come dire: il campanilismo acceso, acuito per decenni dal diverso colore politico, appartiene al passato. La consapevolezza che insieme i due comuni possano fare meglio, spendendo forse anche meno, c'è. Ma per ora non c'è alcuna legge che li obbliga ad unirsi. E le gestioni associate di cui si discute saranno probabilmente rinviate a dopo l'elezioni, che a Poggio ci saranno l'anno prossimo.

Walter Fortini

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