Sicurezza
Il vescovo contro il rock “estremo”: «Dà messaggi negativi»
Prato, monsignor Gastone Simoni: «La nostra generazione è colpevole di non aver aiutato i giovani ad accostarsi ad altri tipi di musica rispetto a quelle di oggi»
«Non vorrei apparire nemico del rock: certo non è la musica che ascolto di più ma senza dubbio è una forma di comunicazione di spessore e di interpretazione dell'animo giovanile. Di fatto, però, è anche vero che ci sono forme di rock estremo attraverso cui passano messaggi subliminali non sempre positivi».
Lo ha detto oggi il vescono di Prato e responsabile per le comunicazioni sociali per la conferenza episcopale toscana, Gastone Simoni, parlando con i cronisti a margine della presentazione delle iniziative organizzate a Firenze in occasione della settimana della comunicazione.
«Esperienze condotte con gruppi di giovani - ha rimarcato Simoni - e documentazioni di persone serie mi fanno pensare che in certe esperienze rockettare ci siano mediazioni negative».
Secondo il vescovo, «la nostra generazione ha una colpa, anche all'interno della stessa Chiesa: non essersi adoperati affinché i giovani si accostassero ad altri tipi di musica rispetto al rock e alle musiche d'oggi. Ci siamo sempre trattenuti dal dire loro, nelle nostre parrocchie e non solo, che potevano ascoltare e suonare anche cose diverse».
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