Finanza
Il “caso” Renzi è diventato oggetto di studio
Elisa Baccichet si è laureata nei giorni scorsi con una tesi sul sindaco di Firenze, utilizzando Facebook e Twitter
PRATO. Non ha mai trovato l'occasione per conoscerlo di persona o stringergli la mano ma è stato il suo chiodo fisso per un anno, il tempo che le è servito per scrivere la tesi in Comunicazione strategica.
E un comunicatore migliore non poteva sceglierlo la pratese Elisa Baccichet, 27 anni che festeggerà domani, del sindaco di Firenze Matteo Renzi, il “rottamatore” del Pd nazionale, l'ospite di tanti salotti televisivi cui piace puntare in alto e maneggiare Twitter o Facebook per fare consenso. La tesi in Sociologia della leadership (relatore Paolo Turi) che le ha permesso di portare a casa martedì scorso un brillante 110/110, ha un titolo che è tutto un programma: “Il leader e la sua immagine: il caso Matteo Renzi”. Una lente d'ingrandimento puntata su una delle figure più discusse del Pd nazionale dal 1994 al 2011 (fino al Big Bang alla Leopolda), attraverso l'evoluzione dei suoi linguaggi di comunicazione. Per la sua tesi la giovane pratese ha giocato con le stesse armi preferite dal primo cittadino di Firenze, scomodando il popolo dei social network per avere un giudizio virtuale sul personaggio. «Attraverso Twitter, Facebook e email ho chiesto a un campione di circa mille persone di descrivere Renzi attraverso un solo aggettivo. Il primo sondaggio l'ho lanciato nel luglio 2011, l'ultimo due mesi fa. Il popolo del web si è diviso e non si è dimostrato mai neutrale nei confronti di Renzi: ci sono i fiorentini che lo amano e quelli che lo considerano un voltafaccia. Questi ultimi sono la maggioranza. Comunque il target del sondaggio è stato per lo più fiorentino, quello cui punta invece Renzi è nazionale. Non è un caso che nel 2010 Renzi fosse in testa alla classifica di gradimento dei sindaci d'Italia, scendendo invece di posizione nel 2011».
Tradotto: uno come Renzi o lo si ama o lo si odia. Ma perché studiarne proprio il modello di comunicazione? La scelta non implica che la giovane donna faccia il tifo per lui. «Renzi è riuscito a realizzare una campagna elettorale in uno spazio virtuale non solo in periodo di elezioni ma 365 giorni all'anno - spiega Elisa -. Ma le mie idee politiche sono rimaste fuori da questo lavoro. Ho seguito Renzi e continuerò a seguirlo ma l'ho studiato così tanto che non mi riuscirebbe schierarmi».
Virtuale è stato anche il primo contatto con il sindaco di Firenze. Un "tweet" dal sapore di sfogo («La tesi su Renzi mi sta devastando») del febbraio scorso che non è passato inosservato a un twittatore incallito come Renzi. Il suo commento di rimando: «Come posso aiutarti?». Ne è nata una breve corrispondenza per posta elettronica anche perché Elisa era alla ricerca disperata delle "Enews" del 2000-2001, le newsletter di quando Renzi era coordinatore della Margherita fiorentina. «Ho analizzato tutte le sue newsletter periodiche. Nel 2004 troviamo un Renzi che scrive in modo spontaneo, con riflessioni personali. A partire dal 2010, le sue Enews a cadenza settimanale diventano più formali e concise». E ora Elisa pensa a far recapitare sulla scrivania di Renzi quelle 300 pagine di tesi a lui dedicate.
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