Sicurezza
Ladri per fame in aumento nei supermercati cittadini
Sono presi di mira soprattutto i negozi Coop di Parco Prato e piazza S.Marco «Crescono i casi drammatici di persone normali che hanno bisogno di mangiare»
PRATO. Per gli addetti alla vigilanza privata, abituati a girovagare qua e là tra le corsie, è gente da tenere d'occhio. Per le cassiere dei supermercati, soprattutto quelle della Coop, una musica che si ripete tutti i giorni. Vecchio come il mondo, il mestiere di rubare. Stavolta però si parla di ladri per fame, casi di anziani e pensionati che non arrivano in fondo al mese e non sanno come fare a mangiare. Persone che vengono sorprese alla porta d'uscita con il parmigiano infilato in borsa o il salamino in tasca, tentando la sorte e sperando che non scatti l'allarme. Che invece, nella maggior parte dei casi, suona sempre.
Certo, nulla può giustificare la violazione del settimo comandamento, quello di non rubare. Ma quel pezzo di magro di carne da 15 euro rubato l'altro giorno dai frigoriferi della Coop del Parco Prato - la testimonianza è del personale addetto alle vendite - la dice lunga sul tipo di bisogno da soddisfare.
L'identikit dei nuovi taccheggiatori alla riscossa sono specchio delle nuove povertà. Un viavai che alla Coop di piazza San Marco, piccola ma centralissima, il personale che vi lavora conosce bene e fa perdere spesso la pazienza, a fronte di una media anche di quattro o cinque episodi di taccheggio al giorno.
«Oltre all'addetto anti-taccheggio, stiamo mettendo l'allarme a tutti gli articoli. Qui non si ripara, siamo in mezzo a ubriachi e barboni - è lo sfogo al telefono di Stefania -. Talvolta si chiama la polizia due volte al giorno. E poi sì, rubano molte persone anziane più che in passato».
Tra i furti più gettonati al supermercato di piazza San Marco, carne e formaggi o, comunque, generi alimentari. Hanno un bel daffare contro taccheggi e furtarelli anche al superstore Coop del Parco Prato, nonostante un sistema anti-taccheggio sofisticatissimo e gli addetti alla vigilanza. Qui la media di episodi è anche di due al giorno. Ma la denuncia non scatta automaticamente quando il ladro viene colto il flagrante. La scusa classica? Sempre quella dell'articolo riposto distrattamente in borsa.
«Si analizza caso per caso - spiega Alessandro della Coop del Parco Prato -. Con la denuncia per un presunto errore o distrazione ci andiamo generalmente cauti. Talvolta il tentativo di furto viene ripetuto dallo stesso soggetto a distanza di pochi minuti. Se va male la prima volta che è scattato l'allarme, ci provano una seconda. Ultimamente però stanno aumentando i casi drammatici, di persone all'apparenza normalissime che hanno davvero bisogno di mangiare. I furti di carne sono i più frequenti. Gli autori generalmente sono per lo più di uomini di mezza età. Italiani e stranieri, ormai c'è un po' di tutto».
Diverso è quando i taccheggiatori vengono beccati alla cassa con profumi e vini pregiati. In quei casi lo fanno spesso per guadagnarci. E se la tecnologia da un lato può rivelarsi utile per scongiurare questi comportamenti, spesso le barriere anti-taccheggio non sono sempre infallibili.
Che sia record nei furti nei supermercati della piccola e grande distribuzione (+7,8% dei primi mesi del 2012 rispetto al 2011) di tutta Italia, complice la crisi, lo rileva anche Coldiretti con il "Barometro dei furti nella vendita al dettaglio", in una ricerca pubblicata a fine aprile.
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