Sicurezza
Lettera di Bugetti a Bersani «Più attenzione verso Prato»
Il segretario nazionale del Pd forse in città entro la fine di maggio. Forte richiamo agli eletti morosi «Nonostante i ripetuti inviti dei garanti c’è chi dimentica di versare al partito la quota dovuta»
PRATO. Ancora un sì pieno non c’è, ma la segretaria provinciale del Pd, Ilaria Bugetti, ci conta. Entro maggio dovrebbe arrivare a Prato il segretario nazionale Pier Luigi Bersani. Una visita, in qualche modo, riparatrice per la vera o presunta sufficienza con la quale da Roma si sta seguendo quanto avviene a Prato. Nessuno vuole usare la parola “boicottaggio”, ci mancherebbe, ma certo ultimamente diversi appuntamenti sono saltati all’ultimo momento. Vedi quello previsto con l’economista Pd Stefano Fassina che proprio oggi avrebbe dovuto partecipare al circolo di Iolo ad un incontro sul tema del lavoro. «Non potrà essere presente - spiega Bugetti - perché parteciperà ad un coordinamento straordinario postelettorale. Ci rifaremo spero il prossimo 16 maggio quando sempre al circolo di Iolo sarà presente il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sempre per affrontare la questione centrale del lavoro e del “Progetto Prato”». Per richiamare comunque lo sguardo del Pd nazionale sulle vicende pratesi, la segretaria Bugetti ha scritto nei giorni scorsi a Bersani sottolineando come Prato necessiti di maggiore attenzione. Il messaggio sarà recepito?
Finanziamento ai partiti. Secondo Bugetti è ora che i partiti cambino registro: «Si devono rigenerare, come dice il presidente Napolitano, devono riacquistare autorevolezza. E questo può avvenire solo se si applica alla lettera l’articolo 49 della Costituzione, ovvero se i partiti si comportano davvero come soggetti giuridici, rendono i loro bilanci trasparenti. Non si può più continuare a parlare di diamanti, di investimenti in Tanzania, di tesorieri plurimilionari. Occorre spiegare bene ai cittadini quanti soldi arrivano e come vengono impiegati. La trasparenza è essenziale perché i cittadini devono avvertire che da un partito all’altro ci sono differenze, altrimenti si fa il gioco dell’antipolitica. Bisogna - prosegue - anche che i partiti gestiscano in maniera più appropriata le loro risorse e che vi sia un riequilibrio coi territori. Noi non sappiamo come finanziare le nostre attività. Le nostre risorse sono gran parte utilizzate per coprire i costi dell’affitto della sede e dei due-tre dipendenti».
Gli eletti morosi. La segretaria Bugetti mette poi il dito su un’altra piaga: gli eletti che “dimenticano” di versare la loro quota al partito. L’11% lordo sulle indennità che percepiscono per le cariche che rivestono. «Sono diverse migliaia di euro che ci farebbero comodo» spiega Bugetti. Purtroppo questi eletti oltreché distratti appaiono anche sordi ai richiami della commissione dei garanti. E di altre entrate, a parte le quote elettorali (30mila euro l’anno) e le quote dei tesseramenti (2559 gli iscritti al 31 dicembre 2011) , che non tutte restano a Prato, non ce ne sono».
Nessun mal di pancia. «Credo che ai cittadini interessi poco se all’interno del Pd c’è un mal di pancia o meno. Certo, ogni tanto c’è qualcuno che mette al primo posto il destino personale piuttosto che il progetto comune, che deve invece essere la priorità, ma non bisogna farsi distrarre da questi casi isolati. Al nostro interno la vera preoccupazione è semmai sul come viene amministrata la città. I veri problemi da tenere presenti sono il lavoro che manca, i cinquantenni espulsi dalla produzione , le donne sole a lottare contro la crisi, i giovani senza futuro, i pensionati che vivono con due soldi».
Seggi sempre più deserti. «E’ una disaffezione che va combattuta coi fatti: mostrando come concretamente si è capaci di cambiare le cose. Vedi articolo 18 o riforma delle pensioni. Alcuni risultati, pur in una fase assai delicata, siamo riusciti ad ottenerli« conclude Bugetti.
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