Sicurezza
«E’ l’esattore dei Casalesi» Arrestato imprenditore
In manette Franco Sicuranza: secondo la Finanza aveva un ruolo di raccordo tra la criminalità campana e gli imprenditori che prendono soldi “a strozzo”
PRATO. Se il clan dei Casalesi fosse un’azienda, Franco Sicuranza sarebbe l’agente esclusivista di zona.
Un rappresentante perfetto per seguire i “clienti” e sollecitarne la puntualità dei pagamenti, ma anche pronto a cercarne di nuovi per ampliare il business alimentato dai soldi prestati a tassi usurari.
Il Gico della Guardia di finanza usa una metafora imprenditoriale per spiegare il ruolo del 48enne ex albergatore e in passato con interessi nell’edilizia, originario di Prato, ma residente a Montecatini, arrestato ieri mattina, con altre quattro persone, nell’ambito dell’operazione “Diamante”.
Le accuse per tutti vanno dall’usura all’estorsione con l’aggiunta dell'esercizio di abusiva attività finanziaria. Il tutto messo in pratica ricorrendo alle intimidazioni tipiche del metodo mafioso.
Secondo la Finanza sarebbero nove, al momento, gli imprenditori e i commercianti “strozzati” in Toscana. Tra questi anche il titolare di un albergo della periferia montecatinese che già a settembre era stato inserito tra le vittime di un’analoga inchiesta, la “Apogeo” con radici in Umbria e che vedeva sempre i Casalesi muovere soldi e mattoni
Oltre a Sicuranza sono stati raggiunti da un misura di custodia cautelare in carcere anche Paolo Chioccini, 66 anni, di Firenze e Giuseppe Faraoni, 66 anni, di Scandicci. Stesso provvedimento, notificato in cella, anche per Angelo Russo, 38 anni e Pasquale Tavoletta, 40, di Villa Literno, già coinvolti in un’operazione contro il riciclaggio otto mesi fa per una serie di investimenti tra Perugia e Montecatini.
«Siamo in presenza di un’organizzazione criminale, ben inserita all'interno del noto "Clan dei Casalesi" – spiega il tenente colonnello Antonino Raimondo, comandante del Gico di Firenze – che ha avuto un ruolo di primo piano nelle zone della provincia di Caserta, soprattutto nella gestione di sale da gioco e scommesse».
Stando agli investigatori Sicuranza, difeso da Costanza Malerba e Federico Febbo, svolgeva un ruolo di raccordo tra i Casalesi e i debitori ai quali venivano ricordate le scadenze dei titoli di credito post-datati e rinnovati in caso di difficoltà a saldare i conti.
Afferma il capo del Gico: «Diciamo che era l’esattore di zona che agiva in nome e per conto dei Casalesi e aveva anche il compito di segnalare eventuali casi di imprenditori in crisi».
Pietro Barghigiani
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