Il Tirreno

Prato

il caso

Aveva chiesto aiuto, non è bastato

La donna accoltellata a Firenze si era rivolta al centro anti-violenza

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PRATO. Aveva chiesto aiuto al centro anti-violenza La Nara e forse aveva presentato anche degli esposti nei confronti del marito violento la donna che è stata accoltellata domenica pomeriggio al Caffè Curtatone di Firenze, ma questo non è bastato a metterla al sicuro.

Damiana Sproviero, 39 anni, di Prato, è ancora ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale di Careggi, dopo le coltellate (sembra 15) che ha ricevuto dal marito Francesco La Licata, dipendente del Comune di Firenze.

Sembra che ieri le sue condizioni siano leggermente migliorate e i medici contano di salvarla, ma non hanno ancora sciolto la prognosi.

Proprio negli ultimi giorni la donna aveva chiamato per un altro appuntamento alla Nara, sembrava aver trovato un equilibrio dopo mesi di contrasti col marito. «In questi casi è il momento più pericoloso - commenta Loredana Dragoni del centro anti-violenza - E’ quando il marito o il compagno violento sente di aver perso il controllo sull’altra persona».

«Lei cercava di aiutarlo da una vita - aggiunge Loredana Dragoni, che preferisce non scendere nei particolari della vicenda - Noi le avevamo detto: vai all’estero, è l’unico modo per salvarti. Secondo noi quell’uomo era molto pericoloso, ma lei forse non si è resa conto fino in fondo di quanto stava rischiando».

Si era rivolta alla Nara, ma sembra che fosse andata anche in Procura, presentando una denuncia all’inizio di aprile che poi sarebbe stata trasmessa per competenza a Firenze (i due coniugi abitavano a Campi Bisenzio).

Il Comando provinciale dei carabinieri di Prato dice di non aver trovato traccia di esposti o denunce presentate da Damiana Sproviero. (p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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