Sicurezza
«Il Comune venda le azioni di Consiag per fare cassa»
PRATO. «Il Comune di Prato non può né deve avere perplessità nel dare via libera all'acquisto di azioni proprie da parte di Consiag, come deliberato dall'assemblea degli azionisti del 10 ottobre 2011»...
PRATO. «Il Comune di Prato non può né deve avere perplessità nel dare via libera all'acquisto di azioni proprie da parte di Consiag, come deliberato dall'assemblea degli azionisti del 10 ottobre 2011». Lo affermano in una nota Riccardo Mazzoni (nella foto) e Alessandro Giugni, coordinatori del Popolo della libertà di Prato.
« Prato dispone di oltre 54 milioni di azioni, pari al 37,7998 per cento - scrivono Mazzoni e Giugni - e il riacquisto di una parte di queste azioni da parte di Consiag non presuppone al momento alcuna perdita di peso nella società, come qualcuno invece paventa. La cessione parziale della partecipazione in Consiag, infatti, rappresenta per il Comune un'occasione per limitare il proprio impegno finanziario nel capitale sociale di Consiag, mantenendo comunque gli attuali rapporti di proporzionalità con gli altri soci, e va esattamente nella direzione indicata sia dal decreto Tremonti del luglio scorso che dall'ultima manovra del governo Monti, che prevedono entrambi la progressiva dismissione delle quote degli enti locali nelle società partecipate».
«Questa, del resto - aggiungono Mazzoni e Giugni - è anche la strada da sempre perseguita con coerenza dal Pdl pratese, come attesta il documento recentemente approvato dal coordinamento provinciale del partito. In questo momento di drammatica difficoltà economica, la cessione di parte delle azioni Consiag porterebbe in conto capitale nel bilancio del Comune circa 12 milioni e 300mila euro, che potrebbero essere ottimamente impiegati in investimenti nelle nuove infrastrutture programmate. L'orizzonte non può essere che quello di un ulteriore disimpegno, come indicato in più occasioni dal legislatore, anche e soprattutto per la necessità di sopperire in modo virtuoso ai progressivi tagli ai trasferimenti statali previsti da questo governo, che costringono molti enti locali ad inasprire la fiscalità locale a carico dei cittadini, cosa che il Comune di Prato - grazie a una gestione esemplare del suo bilancio - è finora riuscito a scongiurare».
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