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Prato

Acque agitate al Credito cooperativo

Acque agitate al Credito cooperativo

Appello della fronda interna ai soci: «Non approvate il bilancio del 2011, vogliono svendere la nostra “banchina”»

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PRATO. Si avvicina l’assemblea annuale per l’approvazione del bilancio e tornano ad agitarsi le acque intorno al Credito cooperativo Area pratese.

Alla soglia del primo secolo di vita, la “banchina” di Carmignano fondata nel 1913 da esponenti della comunità cattolica locale è alle prese con una fronda interna contro gli amministratori che già l’anno scorso, sempre a maggio, animò l’assemblea annuale.

In questi giorni ai soci è stato recapitato un appello a firma di un “Comitato Cassa Rurale per i soci” che li invita a bocciare il bilancio 2011. «Nell’assemblea del 13 maggio - si legge nell’appello - per evitare che la banca perda il legame con il suo territorio, che diventi una società per azioni gestita da pochi e che quei pochi te la vendano al miglior offerente spartendosi tutto il capitale accumulato in quasi 100 anni di vita, ti chiediamo di votare sempre no alle proposte del consiglio».

In particolare: «No all’approvazione del bilancio, no alla modifica del regolamento elettorale, no ai compensi agli amministratori e sindaci, no a tutto».

I ribelli invitano tutti i partecipanti all’assemblea a porre alcune domande al presidente. E cioè il motivo per cui alcuni consiglieri non hanno approvato il bilancio; «se l’utile basta a pagare i premi che sono stati riservati dal consiglio al direttore generale e ad alcuni dipendenti»; chi deve pagare la società di revisione «dato che i sindaci si sono aumentati i compensi proprio per certificare il bilancio». Inoltre i “frondisti” chiedono che non siano solo il presidente e il direttore generale ad autenticare le deleghe di voto, e al presidente di «cambiare atteggiamento nei confronti dei soci e dei dipendenti».

Nel mirino c’è ancora una volta il direttore generale Stefano Solenni: «Se il problema è il direttore generale, cambiamo anche il ragioniere con un buon laureato».

La buona notizia, per i soci, è che il bilancio 2011 si chiude formalmente con un utile di esercizio, seppur esiguo, di 73.911 euro, mentre il bilancio precedente si era chiuso con una perdita di 2.761.000 euro, per la prima volta in quasi un secolo. Ma anche su questo i pareri divergono, perché c’è chi sostiene che per ottenere il risultato si sia scelto di posticipare l’iscrizione in bilancio di sofferenze per un importo imprecisato (di fatto le rettifiche per il deterioramento dei crediti ammontavano nel 2010 a oltre 5 milioni di euro e nel 2011 sono scese a meno di 3,5 milioni).

Oltre al direttore generale arrivato dal Banco di Lucca, Stefano Solenni, e già sanzionato dalla Banca d’Italia per «carenze nella gestione del credito» quando era a Lucca, starebbe montando un po’ di malumore anche nei confronti del vice presidente Piero Batisti, per una presunta esposizione delle sue aziende nei confronti del Credito cooperativo.

Punto di riferimento dei soci “ribelli” è Ubaldo Fiaschi, che l’anno scorso fu eletto nel consiglio di amministrazione a furor di popolo contro Pierluigi Galardini, cooptato dai vertici della banca in sostituzione di un membro deceduto.

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