Il dolore
Cerulo: «Nuove priorità per la sicurezza in città»
La crisi economica sta facendo emergere nuove problematiche Il questore lancia l’allarme e invita i cittadini ad una maggiore collaborazione
PRATO. «La crisi sta facendo emergere nuove problematiche in materia di sicurezza ed è arrivato il momento di saper fare delle scelte e di aver ben chiaro quali sono le priorità», è un messaggio preciso quello del questore Filippo Cerulo, e ci tiene che venga ben compreso. «Abbiamo avuto uomini e mezzi in più, godiamo dell’attenzione di Roma e per questo sono moderatamente soddisfatto - continua il dottor Cerulo - Ma la crisi sta facendo calare il benessere ed emergono nuovi problemi. Fra avere più pattuglie in giro per la città per contrastare scippi e rapine e organizzare dei servizi per controllare le prostitute presenti in piazza Stazione che, senza essere vestite in maniera vistosa, incontrano i loro clienti e poi li portano nelle loro abitazioni, io preferisco scegliere la prima soluzione».
«Devo preoccuparmi più della sicurezza, ed ecco il discorso delle priorità - continua il questore - A Prato sono presenti 110 etnie, dobbiamo cercare di conviverci. Creiamo il dialogo, creiamo un laboratorio di ascolto. Occorre che si facciano degli sforzi su entrambi i fronti. Io mando i miei agenti nelle scuole per spiegare e parlare di sicurezza. Agli stranieri dobbiamo insegnare quelli che sono i principi da seguire ma dobbiamo anche aiutarli a difendere i loro diritti verso chi li sfrutta. Sì, perchè parlando di cinesi dobbiamo anche dire che sono pochi coloro che si arricchiscono e molti quelli che vengono sfruttati. Aiutiamo questi ultimi a denunciare gli sfruttatori. Mandiamo dei messaggi precisi alla comunità orientale sul fatto di non portare molti soldi in tasca e sull’uso dei conti correnti bancari. Solo col dialogo è possibile fare dei passi avanti nella civile convivenza».
Poi il questore ringrazia pubblicamente i suoi uomini. «Ringrazio i miei uomini e tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio per quello che stanno facendo per questa città perchè sono loro che stanno per strada e dimostrano tanta sensibilità nell’ascoltare i problemi della gente, dalle liti in famiglian alle vittime di scippi e rapine, alle vittime dei furti. Abbiamo il dovere di ascoltare tutti e loro lo fanno con grande professionalità». Infine, il questore lascia il posto al padre di famiglia, «Come si fa a non commuoversi nel vedere quei tanti bambini stranieri in braccio ai loro genitori in fila davanti alla questura, con qualsiasi tempo, per ottenere il permesso di soggiorno? E spesso devono ritornare perchè manca qualche foglio...».
Pasquale Petrella
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
