Il Tirreno

Prato

Bufera sull’Arci minacciata la sfiducia al presidente Bianchi

di Cristina Orsini
Bufera sull’Arci minacciata la sfiducia al presidente Bianchi

Direttivo straordinario l’altra sera a Sant’Ippolito, chiesto anche un nuovo congresso. Secondo round mercoledì

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PRATO. Bufera totale sull’Arci Prato. Nell’assemblea straordinaria del direttivo (un’ottantina di persone) convocata al circolo Sant’Ippolito l’altra sera, una nutrita parte ha chiesto un passo indietro all’ormai trentennale presidente Paolo Bianchi.

La fronda è forte e nasce da problemi ormai noti: un inchiesta penale per malversazione e un dispositivo della Corte dei Conti che condanna il presidente e Michela Bongiovanni, responsabile progetto asili per Arci, al pagamento in solido di oltre 565mila euro (l’80% a carico di Bianchi, il resto a carico di Bongiovanni) per la mancata realizzazione di due asili su cinque finanziati con oltre un milione 200mila euro dalla Regione. Una situazione esplosiva. Che a Sant’Ippolito è deflagrata con l’intervento del presidente del Circolo Arci Favini di Chiesanuova Giovanni Moschiti che in due documenti letti all’assemblea - ma non ancora votati e non è detto che lo saranno - ha chiesto la mozione di sfiducia a carico del presidente e in seconda istanza la convocazione di un congresso straordinario per la rielezione del direttivo Arci, l’associazione più strutturata di Prato che raggruppa mille 700 soci.

Una decina gli interventi che si sono succeduti nella riunione terminata dopo l’una di notte. La maggioranza, ma risicata, a favore del rinnovamento, gli altri (almeno quattro) a difesa del presidente in carica. Che ha pochi giorni di tempo per districare la matassa: l’assemblea infatti è stata riconvocata per mercoledì prossimo al circolo di Narnali, ufficialmente per dare la parola ad almeno un’altra dozzina di rappresentanti Arci, ufficiosamente per dare la possibilità al presidente Bianchi di prendere una decisione prima che finisca la conta e che si passi alla votazione. Di certo il presidente Arci, nella sua relazione, ha detto chiaramente che un passo indietro deciso in autonomia per il momento non è tra le opzioni «visto che - ha detto - non può essere mio il ruolo di capro espiatorio».

E’ stato invece Matteo Biffoni, consigliere comunale Pd e nel direttivo Arci, a sostenere, in linea con il presidente Arci di Coiano Mario Bensi, la necessità di riportare l’organizzazione sui temi della politica cittadina «visto che da oltre un anno e mezzo non si fa altro - hanno spiegato - che discutere dei numeri di un bilancio perennemente in rosso».

Come finirà la partita tra chi sostiene che un cambio al vertice dell’Arci Prato sia ormai necessario e chi invece fa scudo alla vecchia guardia si saprà a breve.

Oggettivamente complessa la vicenda che vede protagonista, tra gli altri, proprio Bianchi ed emersa ormai un anno e mezzo fa. L’Arci ricevette dalla Regione un finanziamento cospicuo, un milione 217mila euro e spiccioli per realizzare e gestire cinque asili. Tre vennero effettivamente fatti, due mancano tutt’ora all’appello. Da qui l’indagini della magistratura e quella parallela della Corte di Conti. Che fine abbiamo fatto i soldi non è difficile intuirlo anche se le certezze mancano: scomparsi nel gran mare in tempesta dei conti dell’associazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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