Gioco
Approvato il bilancio del Pecci In calo sia contributi che costi
Chiuso il 2011 con un passivo di 88mila euro. I visitatori del museo sono stati oltre 118mila Resta aperta la querelle col Comune legata al pagamento delle opere della Collezione permanente
PRATO. Ieri pomeriggio l'assemblea dei soci del Centro Pecci ha approvato il bilancio consuntivo del 2011. Ma ecco un po' di freddi numeri cominciando dai dati più significativi, ovvero il rendiconto gestionale si assesta su circa 2 milioni e mezzo di euro, con un passivo di 88.263 euro, dopo un ammortamento di circa 85 mila euro, mentre nel 2010 il passivo era stato di 62 mila euro. Com'era prevedibile, alla luce dei tagli generalizzati per la cultura, c'è stato un sensibile calo nelle entrate per circa 365 mila euro, con i contributi istituzionali passati da 2.285 mila euro a 1.951 mila euro. In dettaglio, il Comune ha versato 1.205 mila euro, la Regione 650 mila euro, la Provincia 27 mila, Ministero 2 mila, i 67 soci fondatori hanno versato 50 mila e i 74 ordinari 3.223 euro. Se i proventi sono diminuiti, per fortuna sono calati anche i costi della struttura per circa 346 mila euro, con un dato significativo per il costo della personale rimasto pressoché invariato, circa 927 mila euro, mentre il numero degli addetti ammontava a 29, di cui 24 a tempo indeterminato. In questi ultimi mesi però c'è stato un ulteriore calo dei contratti a tempo determinato e il pensionamento dello "storico" Roberto Fattori, sempre pronto a risolvere i problemi di conservazione delle opere. I dipendenti ora sono 25 ma è previsto un altro pensionamento a breve, che non verrà sostituito. Ma torniamo ai numeri attivi, con un calo per gli incassi alle mostre, da 12 mila a 7mila del 2010 circa dovuto soprattutto alla decisione di non fare pagare l'ingresso a" Life", aperta dal 7 maggio all'11 settembre, che ha spiegato una parte del vistoso aumento del costo dell'energia elettrica, da 55 mila a quasi 80 mila, causato dagli impianti di aria condizionata. Sempre per gli oneri c'è stato un vistoso calo per gli allestimenti delle mostre, passati dai 225 mila euro del 2010 ai 101 mila dell'anno scorso, così come si è speso meno per telefonare, da 22 mila a 15 mila euro e per l'acqua e gas 10 mila meno. Aumenta invece il costo per la custodia e vigilanza da 9 mila a 33 mila. Infine ricordiamo che il presidente Valdemaro Beccaglia non ha mai percepito un euro a nessun titolo così come il consiglio di amministrazione, mentre il collegio sindacale ha percepito 12.295 euro. Passando ai bilanci altrettanto importanti per una struttura culturale, ovvero il numero dei visitatori, nel bilancio viene riportato 118.544 come "totale generale visitatori e partecipanti a mostre e iniziative, Cid e didattica". Chiudiamo con la collezione permanente, ovvero il "tesoro" del Centro Pecci accumulato in questi 24 anni di vita, che ora conta 1043 opere, di cui 592 di proprietà e 451 in comodato.
L'anno scorso il museo ha acquistato solo un video di Michael Fliri, mentre hanno donato opere i Kinkaleri, Giacomo Costa, Piergiorgio Branzi, Thomas Billhardt, Edo Bertoglio, Efrem Raimondi, Semir Zeki e Vijay Patel. A questo proposto nel bilancio viene ricordato che nel gennaio 2006 fu stipulato un preliminare di vendita mai perfezionato con il comune di Prato dove, a fronte della cessione della Collezione permanente, doveva essere corrisposta 1.300 mila euro dall'amministrazione comunale. Invece ne fu versato solo 800 mila. Fino a pochi giorni dalla prematura morte Il presidente Beccaglia lavorò per far si che venisse restituita al Comune la somma versata, in modo che il Centro Pecci restasse proprietario delle opere, attraverso la vendita dell'opera di Anish Kapoor alla Fondazione CariPrato. In una recente intervista al Tirreno l'attuale presidente, il sindaco Roberto Cenni, confermò di voler portare a termine questo progetto di Beccaglia, dando il giusto riconoscimento a quanto ha fatto non solo per il Museo Pecci ma per la nostra città.
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