Il Tirreno

Prato

Sfumano i rimborsi agli alluvionati

di Maria Lardara
Sfumano i rimborsi agli alluvionati

La Regione si tira indietro e lascia il cerino in mano a Comune e Provincia: delusione per 250 famiglie di Narnali e Galciana

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PRATO. Due anni e mezzo con il fiato sospeso. Nel frattempo, i soldi hanno dovuto anticiparli per rimettere in sesto la casa, ricomprare i mobili, ristuccare le pareti e rimettere mano agli impianti elettrici. Portafogli che piangono ancora per quel 5 ottobre 2010, quando l'alluvione colpì soprattutto le frazioni della circoscrizione ovest.

Ma la doccia fredda della Regione è arrivata sul tavolo della Provincia solo poche settimane fa: per le famiglie di Narnali e Galciana, fra le frazioni più funestate da una tragedia che costò la vita a tre donne cinesi in via Ciulli, la Regione non erogherà nessun rimborso. Sì, perché, dopo ben due anni e mezzo, la Regione s'è pronunciata non riconoscendo formalmente la "rilevanza regionale" dell'evento e passando così di fatto la palla agli enti locali (Provincia e Comune).

Questo non significa però che quelle 250 famiglie - a tanto ammontano le richieste di rimborso presentate all'indomani dell'alluvione - rimarranno a bocca asciutta. «Abbiamo un tavolo aperto con i Comuni interessati di Prato e Carmignano, anche quest'ultimo con una trentina di richieste di risarcimento aperte - spiega l'assessore provinciale alla Protezione civile Stefano Arrighini - Ci siamo subito mossi approvando la settimana scorsa la dichiarazione dell'evento di rilevanza provinciale che è la cornice formale per avviare nuove procedure, ovvero dirottare i contributi attraverso l'asse di finanziamento del settore sociale, piuttosto che di protezione civile. La Provincia s'impegnerà con risorse dagli avanzi di amministrazione a consuntivo di bilancio approvato. Entro l'estate dovremo dare una risposta: certo, in mancanza dell'intervento della Regione, l'entità del contributo che sarà riconosciuta alle famiglie sarà inferiore alle loro attese».

E pensare che fra i cittadini alluvionati qualcuno subì danni nell'ordine dai mille ai seimila euro a testa. Anche a voler volare bassi, si parla di 250mila euro di richieste di risarcimento di danni in totale, come fu conteggiato a suo tempo dall'associazione Narnali Insieme che si occupò della raccolta e smistamento delle richieste per dirottarle alla Provincia.

«Faremo una scrematura di queste domande individuando le priorità - sottolinea Arrighini - Manteniamo comunque un canale aperto con la Regione per chiedere un sostegno sotto forma di contributi sociali. Siamo in contatto con la segreteria del presidente Rossi. Il fondo del Comitato "Città di Prato - Pro Emergenze", sul quale sono disponibili circa 20mila euro, sarà rimpinguato con quanto più risorse possibili per rispondere alle richieste».

Dal canto suo l'assessore comunale alla Protezione civile Dante Mondanelli non ha voglia di entrare in polemica con la Regione ma ammette che «si poteva fare di più».

«Di fatto non ci hanno riconosciuto nulla dopo ben due anni e mezzo di attesa - dice Mondanelli - Come Comune rinunceremo ai rimborsi per il lavoro di protezione civile che aspettiamo dalla Provincia per girarli sul fondo di solidarietà di Prato - Pro emergenze e metterli a disposizione così per i cittadini. Ci confronteremo con Provincia e comitati per arrivare a una soluzione il più rapidamente possibile».

E a nome di Narnali Insieme intanto alza la voce anche la consigliera provinciale del Pd Monia Faltoni che aveva gestito le richieste dei cittadini dopo la prima emergenza. «Con il presidente Oliviero Giorgi contiamo di convocare un'assemblea per metà maggio e richiamare l'attenzione degli enti sulla necessità di sveltire il più possibile l'iter burocratico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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