Il Tirreno

Prato

Nel vecchio ospedale un centro di ricerca e di cura per i tumori

di Cristina Orsini
Nel vecchio ospedale un centro di ricerca e di cura per i tumori

La proposta del sindaco Cenni che ha scritto una lettera al governatore Rossi: «Prima di buttare giù riflettiamo»

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PRATO. Un centro di ricerca e cura sui tumori altamente specializzato nel Misericordia e Dolce. E’ l’idea che il sindaco Cenni ha presentato ieri sera in un assemblea pubblica all’Urban Center di Palazzo Pacchiani organizzata dal Coordinamento dei comitati, ed ha rilanciato in un intervista televisiva si TvPrato.

«Si tratta - spiega Cenni - di una proposta che nasce da una serie di relazioni con l’associazione Pitigliani per la lotta contro i tumori e dalla presa d’atto che a Prato abbiamo già uno dei massimi ricercatori del settore, il professor Massimo Di Leo. E’ chiaro - aggiunge il sindaco - che ora dovremo confrontare la nostra volontà con la Regione ma anche con il governo».

I tempi per decidere l’utilizzo della vecchia area ospedaliera, in vista dell’inaugurazione, tra un anno, del nuovo ospedale di Galciana, dettati dalle scadenze ravvicinate della rigorosissima legge regionale, per Prato stringono.

Inizieranno infatti la prossima settimana gli incontri a Firenze tra i tecnici sulla destinazione dell’area, per cominciare a mettere in fila idee e soluzioni. «Prima dell’avvio di quella fase - continua Cenni - è nostra intenzione far sapere al presidente Rossi cosa la città vorrebbe». Per questo motivo ha scritto una lettera al governatore della Toscana, partita poche ore fa con la richiesta urgente di un incontro che dovrebbe avvenire molto presto. Il problema da risolvere resta quel pacchetto di milioni, una quarantina, che la Regione ha anticipato e che dovrebbero tornare in cassa attraverso la valorizzazione dell’area del vecchio ospedale.

«Bisogna fare un ragionamento - spiega Ceni - nel centro Italia non esistono strutture attrezzate e all’avanguardia sulla ricerca dei tumori. Ce ne sono pochi, solo sette, e tutti al nord. Realizzarne uno a Prato prendendo a modello l’Istituto dei tumori di Veronesi - continua - significherebbe, oltre a fare un servizio vero alla città, fare una struttura che diventerebbe attrattiva per tutto il centro-sud». Inoltre l’investimento sarebbe contenuto: «Perchè non si dovrebbe costruire nulla di nuovo ma modificare e solo in parte ciò che esiste già: perchè le sale operatorie già esistono, perchè parte della strumentazione è presente». Inoltre mantenere in piedi, se pur modificata, la struttura del Misericordia e Dolce «ci consentirebbe di vivere - è il ragionamento del sindaco - con minor angoscia l’avvio dell’ospedale per cure intensive». Che ha un minor numero di posti letto e a supporto del quale non sono ancora state realizzate strutture: padiglioni di degenza post ricovero. «Poter utilizzare almeno una parte del vecchio ospedale - conclude Cenni - sarebbe una bella garanzia».

Prima di buttare giù tutto, prima di sventrare una parte importante di città alle porte del centro storico, di affrontatre costi difficili da preventivare (per la bonifica, per esempio) ma sicuramente difficili da sostenere, il Comune chiede una riflessione. Che va però nel solco del “partito del non abbattimento” dei due edifici collocati a elle che mette d’accordo una parte del centrodestra e un’altra del centrosinistra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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