Il Tirreno

Prato

Medico rinviato a giudizio per le ecografie ai cinesi

Medico rinviato a giudizio per le ecografie ai cinesi

Sette anni per arrivare davanti al giudice. Secondo la Procura il radiologo si faceva pagare all’insaputa dell’Asl, coinvolta anche una dottoressa orientale

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PRATO. Inizierà il 15 ottobre, ben sette anni dopo i fatti che gli contestano, il processo a carico del dottor Ubaldo Bongini, 57 anni, già in servizio nel reparto di Radiologia dell’ospedale di Prato. E se non è un record (negativo), poco ci manca. Tutto questo tempo è servito per far arrivare il fascicolo istruito dalla Procura sul tavolo del giudice dell’udienza preliminare Angela Fantechi, che ieri, oltre al dottor Bongini, ha rinviato a giudizio la dottoressa cinese Liang Lin. Entrambi dovranno rispondere dell’accusa di peculato (quando un incaricato di pubblico servizio si appropria di denaro altrui), mentre è stato prosciolto un medico di Campobasso, Francesco Potito, che era accusato di truffa.

La storia l’abbiamo raccontata nell’aprile del 2006, quando i carabinieri del Nucleo anti-sofisticazione spiegarono di aver trovato le prove di una truffa ai danni dell’Azienda sanitaria. Fin dal 2000 il dottor Bongini aveva scelto l’attività “intramoenia”, utilizzando le strutture dell’ospedale per la sua attività libero-professionale. Secondo le regole, avrebbe dovuto far pagare il ticket ai suoi pazienti ed essere pagato dall’Asl. Invece, sempre secondo l’accusa, si sarebbe fatto pagare dai pazienti senza far pagare il ticket.

Erano in gran parte cinesi quelli che si rivolgevano al dottor Bongini per effettuare radiografie o ecografie. Non è chiaro se cercassero un canale preferenziale o volessero un medico di riferimento. Di fatto i pazienti venivano inviati a Bongini dalla dottoressa Liang Lin, che aveva messo in piedi una collaborazione che verosimilmente ha fruttato un bel po’ di soldi.

Quando la storia è venuta alla luce, il dottor Bongini, ora difeso da Alberto Rocca e Simonetta Perrone Compagni, ha scelto di pagare i danni: nel 2008 ha versato 13.294 euro all’Asl. In cambio l’Azienda sanitaria non si è costituita parte civile nel processo e nel frattempo il medico ha iniziato a lavorare al Meyer di Firenze. Insieme a lui verrà processata Liang Lin, difesa da Benedetta Bertolaccini e Manuele Ciappi, mentre il medico di Campobasso, difeso dall’avvocato Prencipe, è stato coinvolto nell’inchiesta perché accusato di aver fatto lavorare il dottor Bongini in un suo centro riabilitativo senza autorizzazione, ma è stato prosciolto.

Comunque finisca, la vicenda lascia un po’ di amaro in bocca per questi sette anni, un’eternità, serviti per arrivare davanti a un giudice. E la prescrizione è dietro l’angolo.

Paolo Nencioni

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