Attenzione
Incidenti mortali a Iolo Assolto l’ingegner Frasconi
PRATO. Non fu colpa dell’ingegnere Lorenzo Frasconi, dirigente del settore Mobilità del Comune, se due pensionati furono travolti e uccisi, nel 2005, all’intersezione tra via Manzoni e la pista...
PRATO. Non fu colpa dell’ingegnere Lorenzo Frasconi, dirigente del settore Mobilità del Comune, se due pensionati furono travolti e uccisi, nel 2005, all’intersezione tra via Manzoni e la pista ciclabile Binda, a Iolo.
Lo ha stabilito ieri il giudice Scafa, presidente della terza sezione della Corte d’appello di Firenze, che ha assolto il dirigente del Comune per non aver commesso il fatto. Frasconi, difeso da Antonio Bertei, era stato condannato nel dicembre 2010 a un anno e quattro mesi di reclusione, oltre a un risarcimento danni di oltre 300.000 euro ai parenti delle vittime. Gli contestarono di non aver fatto installare un semaforo a chiamata nel punto pericoloso, oltre alla mancanza di segnaletica verticale e orizzontale, mentre i conducenti delle due auto che travolsero Amelia Bini, 68 anni, il 21 gennaio 2005, e Ugo Costantino, 81 anni, il 4 novembre dello stesso anno, hanno già patteggiato la loro pena.
Ora la Corte d’appello ha stabilito che non ci furono altre responsabilità oltre alle loro. Ma la sentenza di assoluzione per Frasconi rischia di innescare un’altra delicata questione giudiziaria. Infatti, come detto, il giudice di primo grado aveva disposto anche un risarcimento provvisionale di oltre 300.000 euro. La Fondiaria, assicurazione che copriva i danni del Comune all’epoca dei fatti, fece orecchio da mercante, ma nel frattempo sembra che i familiari delle vittime abbiano ottenuto il risarcimento (a Frasconi fu anche pignorato il quinto dello stipendio).
La conseguenza della sentenza di appello è che ora quei soldi dovrebbero essere restituiti e potrebbero partire ingiunzioni nei confronti dei parenti di Amelia Bini e Ugo Costantino.
Si preannuncia uno strascico doloroso per le persone che hanno perso i loro cari e a distanza di otto anni sono ancora invischiati nelle pastoie della giustizia.
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