La manifestazione
Commerciante condannato per truffa
Ha imbrogliato quattro pachistani promettendo il permesso di soggiorno in cambio di 8.000 euro
PRATO. E’ stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, oltre a un risarcimento danni di 10.000 euro da versare alla parte civile, un commerciante di 54 anni, Bruno Todarello, riconosciuto colpevole di aver imbrogliato quattro pachistani ai quali aveva promesso il permesso di soggiorno.
Il processo è stato deciso mercoledì dal giudice monocratico Borselli e si riferisce a fatti accaduti tra il 2007 e il 2008. Secondo l’accusa Todarello, originario della Calabria, aveva promesso a quattro pachistani il disbrigo delle pratiche per il permesso di soggiorno: un pacchetto completo, dall’assunzione nelle sue società agli adempimenti burocratici. In cambio ogni pachistano che voleva far arrivare in Italia un parente avrebbe dovuto versare 8.500 euro.
Gli stranieri in realtà versarono un acconto di 2.000 euro a testa, poi andarono a informarsi al patronato della Cgil e scoprirono che delle loro pratiche non c’era alcuna traccia. Chiesero spiegazioni al commerciante, che diceva di essere anche titolare di una fabbrica a Perugia e di alcuni vivai, ma si sentirono rispondere che era tutto a posto.
Quando la cosa non poteva più reggere, i pachistani si fecero più insistenti e ottennero la parziale restituzione dei loro soldi, per poi scoprire che l’assegno consegnato da Todarello era scoperto. Non rimaneva loro che rivolgersi alla polizia.
L’imputato, difeso d’uffico da Vanessa Lascialfari, si è difatto disinteressato del processo, mentre nel frattempo uno dei pachistani che l’avevano denunciato, assistiti da Eugenio Zaffina, è morto.
Il giudice è comunque stabilito un risarcimento provvisionale abbastanza alto, 10.000 euro. Bisognerà poi vedere se il risarcimento verrà versato. (p.n.)
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