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Prato

La Rai non accetta scuse

La Rai non accetta scuse

Processo al cinese che minacciò una troupe al Macrolotto

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PRATO. Ne hanno fatta una questione di principio, ma anche di soldi. E così il processo al titolare di un pronto moda cinese del Macrolotto di Iolo, accusato di minacce, ingiurie e violenza privata nei confronti di una troupe di RaiUno che stava facendo un servizio sul distretto parallelo orientale andrà avanti. I fatti risalgono all’ottobre del 2009, quando la troupe della rete ammiraglia della Rai andò al Macrolotto per documentare come andavano gli affari dei cinesi di Prato.

La presenza della telecamera, però, provocò un certo nervosismo e il titolare di uno dei tanti pronto moda si arrabbiò con la giornalista, l’operatore e l’assistente. I tre raccontarono che il cinese pretendeva la cancellazione delle immagini. La giornalista assicurò che non era stato ripreso nulla all’interno del pronto moda, ma il cinese non si fidava e si arrivò allo scontro fisico, anche se lieve. Sul posto arrivò in forze la polizia e partirono le denunce, nonostante le scuse del cinese. Nel frattempo il legale della troupe ha proposto una transazione ai difensori del cinese, Alberto Rocca e Michele Nigro, sulla base di 5.000 euro (in cambio della remissione della querela), cifra ritenuta spropositata per fatti relativamente lievi. E così il processo, che è iniziato ieri, andrà avanti e se ne riparlerà tra qualche mese.

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