Il dolore
Il museo compie 20 anni
Alla Badia di Vaiano aumentano le stanze di esposizione
VAIANO. ll museo della Badia di Vaiano compie vent'anni. «Il 2 maggio del 1992 - spiega Adriano Rigoli coordinatore del Museo - fu organizzata la prima mostra . Fu un successo sotto tutti i punti di vista, ma soprattutto è stato il motore per iniziare l'attività museale». A distanza di vent'anni una nuova mostra, quella in onore di Gianfranco Zazzeroni, ma anche un ampliamento dei locali e del materiale che sarà messo a disposizione dei visitatori. A giorni - prosegue Rigoli- inizierà il nuovo cantiere che o interesserà il piano terra eavrà un costo di quasi 700 mila euro». Le stanze espositive passeranno da 7 a 9, ma soprattutto verranno esposti nuovi pezzi archeologici, in parte ritrovati durante la campagna di scavi del 1995/2004 attualmente ospitati presso la innovazione - spiega il coordinatore del museo - è che esporremo i pezzi esattamente nel luogo in cui venivano utilizzati dai monaci; ad esempio gli utensili verranno esposti nella cucina, questa ambientazione renderà ancora più vivo e fruibile il museo.Tra le novità anche un'apertura più conforme agli orari degli altri musei, a partire dal gennaio 2013. Fino a dicembre il museo continuerà a rimanere aperto durante i fine settimana, un orario che comunque ha permesso a 3000 visitatori ogni anno, provenienti da tutta la Provincia di ammirare i 300 pezzi esposti, tra cui anche dei boccali in maiolica italomoresca di gran valore. Per festeggiare i due decenni di vita il Museo a luglio tornerà anche ad esporre il tabernacolo che è in restauro all' opificio delle pietre dure di Firenze. «I festeggiamenti - continua Rigoli - prevedono anche la notte dell' archeologia a luglio, con visita notturna agli scavi. ll nostro obiettivo è quello di permettere ai visitatori di vedere l'avanzamento dei lavori e quello dei scavi». Intanto domenica si inaugura: In…canti cosmici. Mostra personale di Gianfranco Zazzeroni che espone una scelta delle opere del pittore «Attraverso le sue opere - spiega Rigoli - l'artista ci prende per mano e ci conduce lungo un percorso intimo, che parte dallo spirito interiore fino alla contemplazione della Natura e dell'Universo. Il dialogo che si instaura tra le opere di Gianfranco Zazzeroni con le opere di arte antica e di arte sacra del Museo della Badia. Opere rinascimentali e barocche, pitture, sculture, tessuti preziosi e argenterie ecclesiastiche, reperti archeologici si confrontano con i dipinti e le opere grafiche contemporanee. Differenti sono le modalità della narrazione, comune è la ricerca degli stilemi più adatti per comunicare la sacralità della vita».
Alessandra Agrati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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