Il Tirreno

Prato

I ragazzi del Soccorso traditi dalla spavalderia

Cinese riconosce gli autori di una rapina e chiama la polizia: erano tornati sotto la sua abitazione pochi giorni dopo aver picchiato la donna e la figlia

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PRATO. Tre presunti membri del cosiddetto “gruppo del Soccorso” sono stati denunciati a piede libero dalla polizia con l’accusa di aver rapinato, nella notte tra il 26 e il 27 aprile, due donne cinesi (madre e figlia) in via Soffici, alle Fontanelle.

E’ stata una delle due donne cinesi a chiamare la polizia, la scorsa notte, raccontando di aver visto nei pressi della sua abitazione, sempre in via Soffici, l’Alfa 147 a bordo della quale i quattro rapinatori erano fuggiti alcuni giorni prima.

Una volante è stata inviata sul posto, ma l’Alfa si era già allontanata. La donna cinese aveva però preso il numero di targa e così sono state compiute delle ricerche nella zona, ricerche che hanno dato un esito positivo poco dopo, in via Piemonte, nel Macrolotto di Iolo, dove l’Alfa 147 con cinque giovani a bordo è stata intercettata e fermata dalle volanti.

A bordo, come detto, c’erano cinque giovani più volte denunciati o controllati, e ritenuti membri del gruppo del Soccorso che si è specializzato nelle rapine ai cinesi.

Il conducente dell’Alfa, un albanese di 21 anni, è stato trovato in possesso dell’iPhone rubato cinque giorni prima alla donna cinese, e così tutti e cinque gli occupanti dell’auto sono stati portati in Questura, dove la donna cinese ne ha riconosciuti due (ma non il conducente) come gli autori della rapina di pochi giorni prima.

La donna di 47 anni era stata aggredita mentre tornava a casa, insieme alla figlia di 23 anni, presa a pugni e costretta a consegnare la borsa. Lo stesso trattamento era stato riservato alla figlia.

Le due donne avevano poi sporto denuncia il giorno dopo in Questura, ma non erano state in grado di fornire elementi utili per le indagini.

Evidentemente i rapinatori hanno pensato che la zona delle Fontanelle potesse diventare una specie di riserva di caccia per le loro scorribande notturne ai danni dei cinesi e così, incuranti del rischio di essere riconosciuti, sono tornati in via Soffici.

Il conducente dell’Alfa è stato denunciato per ricettazione (l’iPhone, poi restituito alla donna cinese), mentre gli altri due, di 20 e 22 anni, anche loro albanesi, sono stati denunciati per rapina. Mancano all’appello gli altri due partecipanti al colpo del 27 aprile.

L’impressione è che ci sia il gruppo del Soccorso dietro a molte delle aggressioni notturne a cinesi e non solo, ma finora non si è riusciti a raccogliere elementi per passare dalla semplice denuncia alle manette.

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