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Prato

Truffa da un milione, processo per quattro

Truffa da un milione, processo per quattro

Secondo l’accusa vendevano anche case inesistenti: in 14 ci sono cascati e hanno perso gli anticipi

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PRATO. Quattro rinvii a giudizio per una presunta truffa da oltre un milione di euro. Lo ha deciso ieri il giudice dell’udienza preliminare D’Addario nei confronti di Elio Carrabs, Gloria Vannelli, Patrizia Pelagatti e Roberto Pieralli.


Ai quattro la Procura, rappresentata ieri dal pubblico ministero Roberta Pieri, contesta di aver fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata alle truffe, al falso e alla sostituzione di persona.


In sostanza i quattro sono accusati di aver venduto case che non erano di loro proprietà, immobili con difetti non sanabili e in qualche caso addirittura inesistenti.


E’ una storia di cui, a partire dal 2008, si è occupata la sezione di polizia della guardia di finanza, ma che arriva davanti al gup solo ora. Probabilmente non è un caso che nessuno dei quattro imputati abbia chiesto di patteggiare o di fare un processo col rito abbreviato. Sperano che l’accusa più grave (l’associazione a delinquere) possa cadere durante il processo e a quel punto potrebbe scattare anche la prescrizione degli eventuali reati.


Sarebbe una beffa per i tanti che sostengono di aver perso fior di quattrini per colpa dei quattro. Sono 14 le parti lese, rappresentate da Vanessa Lascialfari, Gabriele Terranova, Olivia Nati e Nicola Badiani.


Patrizia Pelagatti è titolare dell’agenzia immobiliare Clarissa ancora attiva a Calenzano e Roberto Pieralli, secondo l’accusa sarebbe il suo socio occulto. Gloria Vannelli è stata legale rappresentante della C.R.E. costruzioni, mentre Elio Carrabs l’amministratore di fatto, forse il personaggio principale della vicenda.


Tra il 2007 e il 2008 in molti sborsarono consistenti anticipi per acquistare case che non hanno mai visto. Il caso più eclatante è quello di una coppia che ha pagato 200.000 euro per un appartamento nella zona di via Visiana. Secondo l’accusa il preliminare di vendita veniva sempre firmato da un soggetto diverso dal vero proprietario. Non tutti i clienti erano ingenui creduloni, ma tutti, secondo la Procura, sono stati truffati, e non hanno rivisto un soldo.


Paolo Nencioni


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