Il Tirreno

Prato

«Trattati come bestie per prendere un treno»

«Trattati come bestie per prendere un treno»

Odissea alla stazione per tornare a casa da Firenze a Prato, il racconto di un lettore: «Vergogna Trenitalia»

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Scene incredibili e vergognose. Le definisce così il lettore, Filippo Grassi, descrivendo il parapiglia alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze dopo la notte bianca per prendere il treno e tornare a Prato. C’è una sola corsa, affollatissima, che non parte. Nessuno sa dare spiegazioni e alla fine il convoglio resta al binario mentre il personale fa scendere i passeggeri infuriati. Dopo liti e paroloni, spunta un altro treno, che dovrebbe essere diretto a Pistoia, sporchissimo e stracarico. Parte con un grande ritardo e qualcuno si sente male e chiede l’intervento di un medico. Ecco il racconto della notte da dimenticare:

«Vi scrivo in merito al comportamento increscioso tenuto da Trenitalia in data primo maggio 2012 al momento del ritorno di migliaia di persone dalla Notte Bianca di Firenze, descrivendovi la vera e propria odissea che abbiamo vissuto».

«Forse Vi ricorderete che anche l'anno scorso in occasione di questo evento vi fu la soppressione di una treno che provocò non pochi disagi e proteste. Pertanto mi sono detto: "Sono sicuro che quest'anno Trenitalia si sarà organizzata meglio". Come sempre accade purtroppo, Trenitalia non si è fatta trovare pronta. Due i treni per tornare a Prato e Pistoia, uno alle 00:25 ed uno all'improbabile orario delle 4:35. A questo punto mi chiedo se inserire un paio di treni vista l'eccezionalità dell'evento non fosse una cosa scontata, evidentemente no».

«Ma veniamo al punto. Insieme a centinaia di persone ci presentiamo con largo anticipo alla stazione e saliamo sul treno che si sta già riempiendo. È un treno a due piani ma ha solamente cinque carrozze. Tanto che al momento della partenza il pieno è stracolmo all'inverosimile. Premuto al muro riesco a malapena a controllare l'ora e passati 20 minuti ancora il treno non ne vuole sapere di partire. A questo punto arriva sulla scena la PolFer che intima, con maniere piuttosto sgarbate, ai passeggeri diretti a Prato di scendere dal treno. Obbediamo e a seguito di richieste di chiarimento ci viene detto che il treno non è in sicurezza, è troppo pieno, e che quindi non si sa se partirà né dove andrà».

«Il personale di Trenitalia appare confuso e piuttosto che spiegarci la situazione con chiarezza pensa solo a giustificarsi, abitudine ormai consolidata. Passano i minuti e sale la tensione, volano insulti verso le forze dell'ordine e il personale di Trenitalia, del tutto incapaci di gestire la situazione. Ci sono famiglie con bambini piccoli che non sanno proprio cosa fare e se riusciranno a tornare a casa. Non mi immagino neppure cosa avranno pensato i turisti stranieri presenti. Dopo ulteriori 20 minuti abbandonati a noi stessi gira voce che al binario 12 c'è un treno con un maggior numero di vagoni che ci porterà a Pistoia. Scatta una folle corsa per cercare di accaparrarsi qualche posto e di non rimanere bloccati alla stazione. Tuttavia il pavimento della stazione è stato appena lavato e alcune persone scivolano e cadono a terra».

«Sono scene veramente incredibili e vergognose. Saliamo sul treno che sembra non essere stato pulito da mesi. Il caldo e il cattivo odore pervadono tutti i vagoni e man mano che la gente si ammassa all'interno l'aria si fa irrespirabile. Anche qui l'attesa è lunga e nessuno del personale Trenitalia si fa vivo per darci delucidazioni. Alle 01:45 circa dopo una mezz'oretta d'attesa il treno finalmente parte. Man mano che si ferma in tutte le stazioni il capotreno comunica a un eventuale medico presente a bordo di spostarsi verso la coda del treno perché una persona si è sentita male. Se anche fosse stato presente un medico, questi non avrebbe mai potuto raggiungere il passeggero in difficoltà vista la quantità di gente ammassata in ogni angolo libero del treno. La mia odissea si conclude al binario uno della stazione di Prato Centrale dove il treno arriva con ben 75 minuti di ritardo».

«Ora io mi chiedo, sono episodi che possono accadere in un paese presunto "civile" com'è il nostro? Gli errori commessi l'anno passato non hanno insegnato nulla a Trenitalia? Se i trasporti sono il biglietto da visita per i turisti, pensiamo un po' a che figura stiamo facendo. Concludo dicendo che purtroppo sono costretto a prendere il treno tutti i giorni per recarmi all'università e episodi simili capitano molto di frequente, ma con Trenitalia non è mai colpa di nessuno, a pagare però siamo sempre e solo noi viaggiatori».

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