Il Tirreno

Prato

Nel bilancio provinciale 14 milioni di investimenti

di Carlandrea Poli
Nel bilancio provinciale 14 milioni di investimenti

Il presidente Gestri e l’assessore Beltrame hanno presentato le previsioni per il 2012 ma ad ingessare il capitolo spese è sempre il patto di stabilità

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PRATO. Con il primo lotto collaudato dal Creaf pronto ad ospitare il Cineporto - la decisione definitiva arriverà quando la Regione darà il benestare ufficiale all'insediamento -, il bilancio previsionale del 2012 della Provincia si esercita il più possibile sul lato degli investimenti. Con un taglio della spesa corrente pari al 10% del suo valore e la riorganizzazione dell'ente, che ha permesso di far fronte all'esodo di 15 dipendenti, quest'anno la giunta Gestri destina alla spesa in conto capitale 14 milioni di euro.

La dinamica è discendente rispetto al passato, nel 2011 il preventivo prometteva una destinazione pari a 19 milioni, ma resta un impegno cospicuo che probabilmente non verrà pienamente realizzato. Colpa del patto di stabilità interno, che non si accontenta di veder scendere l'indebitamento della Provincia da 5,4 a 2 milioni di euro ma fissa ogni volta un tetto più basso alla liquidazione delle spese per i fornitori e per le opere pubbliche. Del resto sono proprio i numeri a rivelarsi allarmanti meglio di una presa di posizione politica. L'anno scorso a fronte di 19 milioni di euro di investimenti la Provincia ha potuto pagare solo 8,3 milioni di euro di fatture.

Nel 2012, secondo le prime stime governative, l'amministrazione liquiderà solo 2 milioni di investimenti. Il presidente Lamberto Gestri, dunque, è spinto dal bisogno di spiegare il suo bilancio di metà mandato: «Ci siamo posti il problema di migliorare il funzionamento dell'ente e questo lo abbiamo fatto riorganizzando la macchina del personale e risparmiando centinaia di migliaia di euro dismettendo tutti gli affitti, eccezion fatta per palazzo Vestri. Non è da sottovalutare il nostro impegno per il progetto per Prato della Regione, che recepisce i nostri piani sulle fabbriche di energia».

Né Gestri né l'assessore al bilancio Alessio Beltrame prendono in considerazione l'ipotesi di forzare e sfondare il patto di stabilità: «Ci sarebbero delle conseguenze da non prendere alla leggera - dicono i due -. Non si tratterebbe soltanto di vedersi ridurre le indennità della giunta o i gettoni del consiglio provinciale, ma soprattutto di avere un blocco totale del personale. In più i milioni spesi oltre il tetto del patto di stabilità in un anno verrebbero recuperati dal governo nell'esercizio successivo». Nel novero andrebbe messa una probabile censura da parte della Corte dei Conti, che nell'applicare strettamente il rigore ha anche reso impraticabile l'accordo fra Provincia, Camera di Commercio e banche per anticipare i pagamenti alle imprese coinvolte negli appalti pubblici.

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