Sicurezza
«Inaccettabile il 33 per cento di disoccupati tra i giovani»
Lavoro e crescita per uscire dalla crisi. E’ lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil per il 1° Maggio. Nel messaggio dei segretari dei tre sindacati si rimarca che è in atto una richiesta di...
PRATO. Lavoro e crescita per uscire dalla crisi. E’ lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil per il 1° Maggio. Nel messaggio dei segretari dei tre sindacati si rimarca che è in atto una richiesta di sacrifici «che appare, forse più di sempre, a senso unico, non equa, incapace di ridare prospettiva e senso all’impegno lavorativo». E invece per i sindacati bisogna puntare sul lavoro. «Il lavoro come scelta per orientare la propria esistenza nell’ottica della libertà, della fratellanza, del progresso civile. Ma insieme anche un lavoro che mantenga, saldo, un quadro fondamentale di diritti. Senza di essi, il lavoro è solo fatica e abbrutimento».
«In questo momento - dicono Cgil, Cisl e Uil - corriamo il rischio di spazzare via in poco tempo quanto è stato realizzato negli ultimi 50 anni; per questo è indispensabile “esserci”: i lavoratori devono far vedere la loro presenza, sempre, in ogni occasione e più che mai il 1° maggio, nel giorno in cui sono chiamati a rivendicare la loro storia, la loro presenza, i loro diritti. Ci stiamo barricando dietro le nostre paure, l’altro è visto come perdita di tempo e non come elemento di ricchezza. Non possiamo permettercelo, per questa strada non ci sarebbe uscita per nessuno. E’ necessario sconfiggere definitivamente la corruzione e l’illegalità, vere padrone dei nostri giorni. Dentro il quadro di difficoltà per tutti, i giovani soprattutto vivono una situazione grave e difficile. E’ una situazione che, fino a poco fa, poteva apparire soprattutto locale, oggi è di tutti: quel 33% di disoccupazione giovanile, è un dato che stride con ogni concetto di democrazia, diritto, convivenza civile. Di un problema così alto dobbiamo farci carico tutti».
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