Sicurezza
«Imparo a fare il fornaio Cambiare è l’unica speranza»
PRATO. Riqualificarsi alla soglia dei cinquant’anni. Con questo spirito Giusppe Dimiscio, 48 anni, ha deciso di affrontare questo Primo maggio 2012 dopo un anno di cassa integrazione e senza alcuna...
PRATO. Riqualificarsi alla soglia dei cinquant’anni. Con questo spirito Giusppe Dimiscio, 48 anni, ha deciso di affrontare questo Primo maggio 2012 dopo un anno di cassa integrazione e senza alcuna prospettiva di rientrare in azienda. Un Primo Maggio che per lui significa dover cambiare , fare scelte che influenzeranno la sua vita. In realtà, le alternative erano ben poche.
Decidere di cambiare lavoro implica una svolta nella propria vita che in certi casi è necessaria, così anche Giuseppe è entrato a far parte della schiera dei lavoratori in cerca di alternative.
«Faccio il magazziniere in un lanificio – racconta – ma nell’ultimo anno non ho lavorato nemmeno un giorno e da domani (oggi ndr) finisce la cassa integrazione straordinaria e scatta quella in deroga. Non penso proprio di tornare a lavorare nell’azienda dove sono stato finora».
Sono numerose le aziende tessili che stanno facendo cassa integrazione nella consapevolezza che difficilmente potranno reimpiegare tutti i loro dipendenti.
Di fronte a questa situazione, l’unico appiglio a cui aggrapparsi l’ha trovato nella formazione: «Sto frequentando un corso per imparare a fare il fornaio – racconta – è un mestiere impegnativo, che richiede sacrifici, che però non mi spaventano». La sua speranza è che questa strada possa aprirgli nuove porte.
«La Costituzione dice che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, senza lavoro che repubblica sarebbe?», si domanda. Se pensa al significato della festa dei lavoratori, gli viene automaticamente in mente suo figlio.
«Per me, oggi, festeggiare il lavoro significa poter garantire un futuro a mio figlio, che ha solo otto anni – dice - avendo tre persone a carico, ho il dovere di pensare alla mia famiglia».(ba.bu)
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