Il Tirreno

Prato

Il Palazzo del Commercio dopo 4 anni è in vendita

La sede scelta dalla passata dirigenza si è rivelata troppo grande e costosa Il direttore Niccolai: «Torniamo alle origini e diamo un segnale alla città»

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PRATO. Era stato inaugurato in pompa magna, con la showgirl Elenoire Casalegno a fare da madrina davanti alle massime autorità cittadine, ma dopo quattro anni è già in vendita il Palazzo del Commercio, la sede scelta nel 2008 dall’Unione commercianti come casa del Terzo millennio.

Una casa troppo grande, evidentemente, e in una posizione defilata (via Marco Roncioni, al Pino) che aveva fatto storcere la bocca a più di un associato. Ecco perché un paio di settimane fa l’Unione è tornata all’antico. In sordina, senza proclami, la sede è stata spostata in via del Ceppo Vecchio, nei locali dove prima stava la Protezione civile del Comune.

Locali certamente meno prestigiosi, ma che hanno il pregio di pesare meno, economicamente parlando, sulle spalle dell’associazione.

«Col senno di poi - ammette Gianluca Niccolai, dal 2009 direttore dell’Unione - non era stata una buona mossa andare via dal centro storico, soprattutto noi che da sempre ci battiamo per rilanciare il centro».

Intorno alla scelta della sede in via Roncioni, e alle sue ricadute economiche per l’associazione, erano nati contrasti interni che hanno pesato a lungo sull’Unione. E dunque il ritorno in centro, spiega ancora Niccolai, serve anche per ricomporre una frattura che si era creata coi negozianti che stanno dentro le mura, e che ora sono in gran parte rientrati nell’Unione. «Vogliamo ritornare alle origini e dare un segnale alla città» dice infatti Niccolai, che ha sostituito Riccardo Diddi alla direzione dei Commercianti.

Di quella serata del 24 gennaio 2008 che doveva essere il trampolino di un’Unione lanciata verso il futuro, con la Casalegno a dare un tocco di mondanità davanti al presidente nazionale Carlo Sangalli, non è rimasto quasi nessuno. Non c’è più Diddi, artefice della scelta della sede in via Roncioni e protagonista di un duro braccio di ferro col suo vice Pieragnoli, non più il presidente Giuseppe Nardini, oltre ovviamente all’allora sindaco Marco Romagnoli e al presidente della Provincia Massimo Logli. Altri tempi, ma l’attuale direttore non vuole esprimere giudizi sulla passata gestione e oppone un cortese “no comment”.

«Dico solo che l’altro immobile era sovradimensionato e costava troppo - spiega Niccolai - Ora invece siamo in centro e in un posto che è anche accessibile alle auto (la storica sede di via Santa Trinita non lo era, ndr)».

Nel frattempo l’Unione commercianti si è sottoposta a una cura dimagrante: dei circa 40 dipendenti di tre anni fa ne sono rimasti 29. «E’ così da un anno, non senza fatica - aggiunge Niccolai - e ora lavoriamo per lo sviluppo. Siamo sempre primi come numero di iscritti tra i commercianti, anche se non è facile andare a trovare nuovi soci per compensare il turn over, che è alto in un settore come il nostro».

Quanto al bilancio, il direttore assicura che «in parte è risanato. Il momento non è facile per nessuno, anche noi abbiamo fatto una “spending review”». E un aiuto arriverà, come detto, anche dalla vendita della sede di via Roncioni. I compratori ci sono già, anche se Niccolai preferisce non fare i nomi. Sono privati e non si tratta di una banca.

Paolo Nencioni

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