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«Avevo la pensione in tasca e ora devo arrabattarmi»

«Avevo la pensione in tasca e ora devo arrabattarmi»

Roberto Crocioni, 57 anni, è un esodato: senza lavoro e senza pensione. A un certo punto della sua carriera , prima del tempo, è stato incentivato a uscire dall’azienda per cui ha lavorato una...

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PRATO. Roberto Crocioni, 57 anni, è un esodato: senza lavoro e senza pensione. A un certo punto della sua carriera , prima del tempo, è stato incentivato a uscire dall’azienda per cui ha lavorato una vita come operaio tessile, con la prospettiva di una copertura da mobilità fino all’età della pensione. Ma all’improvviso, con la riforma Fornero Roberto ha scoperto che doveva lavorare almeno altri due anni dopo la scadenza degli ammortizzatori sociali. «Sono stato tradito – afferma deluso – col vecchio sistema

avrei dovuto incassare la prima pensione a settembre 2013, invece alla scadenza della mobilità dovrò ricominciare a lavorare. E chi mi assume a quest’età se non trovano lavoro nemmeno i giovani? Davanti a me vedo solo buio». La crisi economica degli ultimi anni non ha risparmiato nessuno falciando posti di lavoro e costringendo molte aziende ad avviare un processo di ristrutturazione: «La ditta dove lavoravo si è trovata costretta a tagliare il personale – spiega Crocioni - per evitare di licenziare i lavoratori più giovani, mi fu chiesto se ero disposto a uscire in anticipo dall’azienda con la possibilità di usufruire della mobilità fino alla pensione, e io accettai di firmare l’accordo».

Del resto non gli mancava molto per arrivare ai 40 anni di contributi, ma dopo tanti sacrifici tutto si aspettava tranne che una beffa simile. «Quest’anno la festa dei lavoratori avrà un altro sapore per me – afferma con rabbia – è soltanto una data sul calendario, completamente svuotata del suo significato». Il rancore più grande è nei confronti di questa classe politica: «E’ un tradimento in pieno quello che ho vissuto – continua – riprendersi sarà difficile perché a livello psicologico è stato un duro colpo: non mi era mai successo di non dormire la notte. Prendo 750 euro al mese e anche mia moglie, che ha 54 anni, rischia di essere messa alla porta».

Barbara Burzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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