Gioco
«Sul futuro del Bastione non decida solo la politica»
Ottava puntata di “C’è posta per l’assessore” con il Comitato di Piazza Mercatale che chiede scelte condivise e l’eliminazione del progetto dell’isola ecologica
PRATO. «Il Mercatale è una porzione di centro storico così densa di simboli e significati profondi per i pratesi da rappresentare forse il tassello più importante in un'ipotesi di riqualificazione della città». A sostenerlo è Paolo Sanesi, portavoce del Comitato di Piazza Mercatale, che ha elaborato un progetto che ha due snodi fondamentali: il Bastione delle Forche e la tutela della piazza. Di queste idee si occupa l’ottava puntata di “C’è posta per l’assessore”. Partendo dalle istanze del comitato: «la partecipazione dei cittadini alle scelte - spiega Sanesi - e il rispetto e la conservazione dell'anima dei luoghi».
Per il Comitato: «Il Bastione delle Forche rappresenta un patrimonio dell'umanità oltre che della città - dice Sanesi - Il suo restauro per la sua ubicazione, il suo significato e la sua funzione strategica richiede senz'altro un coinvolgimento ed una discussione pubblica approfondita che non può essere semplicemente lasciata alla politica o ai tecnici che da essa dipendono». Il Comitato dunque chiede partecipazione.
«Il Bastione - aggiunge - deve rappresentare il fuoco di un progetto capace di dialogare con la piazza, il quartiere, il fiume, il centro storico. Deve saper rispettare la sensibilità degli abitanti, esprimere una visione ricca di contenuti culturali e storici propedeutici all'intera riqualificazione della zona. Deve prevedere funzioni (museo della città?) che siano capaci di creare percorsi virtuosi e integrati all'interno di un grande progetto di recupero del centro storico».
Secondo Sanesi quindi «non può essere la politica ad assumersi la responsabilità di decidere in proprio sulle funzioni ed il significato di un restauro atteso da anni».
Due le domande: perché la politica non è capace di ascoltare la società civile, di comprenderne la sensibilità e i desideri su temi importanti di riqualificazione urbanistica? Perché ostacola la creazione di percorsi partecipativi veri capaci di generare saperi, proposte e consenso?
Sul fronte della tutela della piazza il Comitato è decisamente critico verso «l'ipotesi, fuori da ogni logica - dice Sanesi - di prevedere la creazione di un'isola ecologica all'interno della piazza». La minaccia è esplicita: se accadesse «cittadini e Comitato riprenderebbero la battaglia contro l'attuale amministrazione».Per Sanesi il deposito sotterraneo dei rifiuti: «Comprometterebbe in maniera irreversibile qualsiasi nuova ipotesi di riqualificazione di quello spazio». Anche qui due domande: perché la politica interviene senza aver elaborato una visione d'insieme e soprattutto in assenza di una prospettiva capace di superare i mandati elettorali? Perché non si comprende che i custodi dei luoghi sono i cittadini ed è con la stratificazione dei loro "saperi" che la politica deve confrontarsi?
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