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Il rispetto della legge si insegna anche cantando

Il rispetto della legge si insegna anche cantando

PRATO. Le vite di tanti detenuti racchiuse in un'unica storia che diventa un brano musicale. Di questo parla "La canzone del cielo a scacchi", un pezzo scritto e cantato da alcuni studenti dell'istitu...

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PRATO. Le vite di tanti detenuti racchiuse in un'unica storia che diventa un brano musicale. Di questo parla "La canzone del cielo a scacchi", un pezzo scritto e cantato da alcuni studenti dell'istituto Datini e accompagnato da un videoclip, girato dagli stessi ragazzi, per partecipare al concorso promosso dalla Polizia di Stato in tutte le scuole d'Italia con l'intento di diffondere la cultura della legalità tra le giovani generazioni. L'importante è partecipare, ma la gioia sarebbe stata maggiore per loro se avessero vinto, visto che in palio c'era l'opportunità di esibirsi di fronte a una platea gremita, quella del teatro di Saxa Rubra, dove ieri si è tenuto "Regoliamoci": la settima edizione del concerto evento della Polizia, a cui i pratesi hanno aderito per la prima volta.

Così venerdì mattina, una ventina di studenti di terza, a bordo di un autobus della Polizia, accompagnati da insegnati e poliziotti della Questura, hanno raggiunto Roma per assistere allo spettacolo andato in onda su Rai1 che ha visto protagonisti anche volti noti del mondo della musica e dello spettacolo, da Renato Zero a Giorgio Panariello, da Gigi d'Alessio al comico Alessandro Siani, il cane poliziotto Rex accompagnato da Ettore Bassi, Luca Argentero, i ragazzi di Amici, Dj Francesco e altri. Presente anche il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri. Alla stesura della canzone gli studenti sono arrivati alla fine di un percorso, che si è articolato in incontri e iniziative finalizzate ad avvicinare i giovani al rispetto delle regole. Per scrivere il testo, i ragazzi si sono liberamente ispirati alle esperienze di alcuni detenuti riportate da un insegnante che aveva fatto servizio in carcere. «Mi sono chiesto quale fosse il modo migliore per parlare ai giovani di questi temi - spiega Andrea Zito, insegnante di italiano e musicista - così ho pensato che l'idea di riportare le testimonianze dirette dei detenuti che avevo raccolto durante la mia esperienza di insegnamento in carcere potesse catturare meglio la loro attenzione».

L'esecuzione del brano è toccata a Edoardo Calvino (batteria), Marco Bongini (voce e basso) e Dario Tortelli (chitarra), già componenti della band emergente "La zattera della medusa" e autori del videoclip girato tra il Macrolotto di Prato e Pistoia. Secondo il dirigente della divisione Anticrimine della Questura Marco Giovannetti, che ha tenuto alcuni incontri in aula, i ragazzi si sono dimostrati sensibili alle tematiche trattate. «Li ho trovati più maturi di come sembrano - dice - sanno distinguere ciò che è legale da ciò che non lo e ne fanno argomento di discussione».

Barbara Burzi

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