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Prato

Caverni: disponibili a confrontarci Borchi: quanti dubbi

PRATO. «Rispondo volentieri al dottor Sanesi perché so quanto bene vuole a Prato, e penso che ciò ci accomuni». Sul destino della piazza e sul futuro del Bastione le risposte al portavoce del...

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PRATO. «Rispondo volentieri al dottor Sanesi perché so quanto bene vuole a Prato, e penso che ciò ci accomuni». Sul destino della piazza e sul futuro del Bastione le risposte al portavoce del Comitato di Piazza Mercatale arrivano dall’assessore al Lavori pubblici Roberto Caverni e dal vicesindaco con delega all’ambiente che affronterà la questione dell’isola ecologica.

«Purtroppo da amministratore - aggiunge Caverni - sono costretto ad avere una visione delle cose molto più pragmatica e molto spesso non posso lanciare il cuore oltre l'ostacolo come facevo da semplice cittadino. La piazza Mercatale ha, al momento, tre ostacoli che non consentono una sua totale riqualificazione: il giardino, la direttrice di traffico, il parcheggio. Le risorse disponibili ci consentiranno solo la pedonalizzazione e la riqualificazione di piazza delle Carceri. Per questi motivi ho potuto, rastrellando risorse da ogni parte, procedere solo ad una attenta manutenzione che lentamente, tanto che il Sanesi non se ne è accorto, sta dando nuova dignità alla piazza più grande». Questi gli interventi fatti negli ultimi due anni: eliminazione della corsia Lam controsenso, eliminazione di tutti i parapedonali difronte alla farmacia, riorganizzazione del parcheggio con conseguente eliminazione dei paletti e delle catene e del casotto della biglietteria, spostamento dei cinque banchi degli ambulanti, rimozione del gazebo che aveva ben 54 mq di abuso edilizio, rimozione di un orologio pubblicitario che non funzionava da 10 anni, vietato il parcheggio nella resede lato Camera del lavoro, portata a due turni la pulizia della piazza eliminando il parcheggio selvaggio nei giardini, rifacimento dell'accesso attraverso il ponte e la porta. «Infine - continua Caverni - è imminente il rifacimento di tutti i marciapiedi, e sta per entrare in vigore il nuovo regolamento dei dehors che consentirà un più consono utilizzo degli spazi pubblici». Sul Bastione Caverni ha le idee chiare: «Ma solo perché - spiega - il Comune non ha grandi spazi di manovra. Solo quelli consentiti dalla Soprintendenza». Che ha deciso il recupero e il consolidamento interno delle strutture antiche, il rifacimento tal quale della porzione una volta destinata ad abitazione e per quanto concerne i due ex magazzini (c’era cenciaiolo), l’abbattimento e la creazione «di una nuova struttura moderna - continua Caverni - per rendere evidente la ricostruzione». Che il Comune farà probabilmente attraverso un concorso di dee «perché realizzare una struttura nuova in quel complesso è cosa estremamente delicata». Sulle destinazioni future Caverni lascia molte porte aperte: «L’idea di collocare nel Bastione gli uffici della cultura e le parti nuove destinarle a bar e ristorante così da garantire la fruizione a tutta la città, è solo mia e dettata dalla concretezza: in una fase così difficile pensare all’allestimento di un museo, magari aperto qualche giorno alla settimana e con costi alti, non mi sembrava la scelta migliore. Ma tutto può ancora cambiare. C’è qualche altra idea? Bene, parliamone. La giunta è più che disponibile al confronto». Che potrebbe avvenire a breve: «L’assessore alla partecipazione Silli - conclude Caverni - sta organizzando una serie di incontri sul Mercatale e il Bastione. Non è dunque vero che la politica decide da sola».

Sull’isola ecologica ad avere dubbi e perplessità è per primo il vicesindaco Borchi: «Perché realizzarla sul lato di via Santa Margherita alla confluenza di via Sant’Antonino e tecnicamente difficile. Quindi sarebbe riemersa l’ipotesi di spostare l’isola tra la chiesa di San Bartolomeo e la farmacia. I tecnici stanno compiendo delle elaborazioni ma sarà poi la politica a dire l’ultima parola». La convinzione è poca: «Perché creare l’isola lì - aggiunge Borchi - avrebbe un’impatto probabilmente eccessivo». Tutto valutare, dunque. Con una certezza: «Noi il confronto con i cittadini non l’abbiamo mai negato e credo si sia sempre tenuto conto dei loro saperi. E’ vero che gli amministratori passano e i cittadini restano - conclude Borchi - e sono convinto che si debba avere la massina attenzione nel decidere gli interventi nell’ottica di tutelare il futuro della città. Ma non si può pensare solo al futuro - conclude Borchi- le decisioni vanno prese perché altrimenti si rischia di non risolvere i problemi dell’oggi».

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