Il Tirreno

Prato

Creaf: Gestri spiazza il Pdl «Ospiterà anche il Cineporto»

di Carlandrea Poli
Creaf: Gestri spiazza il Pdl «Ospiterà anche il Cineporto»

La capogruppo Attucci attacca il bilancio della Provincia: «E’ appesantito dal prestito di sei milioni di euro al Centro di ricerca. Avremmo potuto evitare l’aumento della Rc auto»

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PRATO. Il Pdl si era già preparato. Siamo alle porte di maggio e col tempo del bilancio preventivo ha sferrato l'oramai consuetudinario attacco a tutto campo alla giunta provinciale sul nodo spinosissimo del Creaf.

«Recuperando i sei milioni di euro del prestito fatto al centro, la Provincia avrebbe potuto evitare l'aumento del 3,5% dell'addizionale sull'Rca auto» ha affondato al solito la capogruppo del Pdl, Cristina Attucci.

Ma il presidente Lamberto Gestri, a questo giro, non sta ad incassare l'ennesima bordata sul tema. Con una mossa a sorpresa, destinata a spiazzare il dibattito cittadino, tira fuori dal cilindro il Cineporto.

«Stiamo valutando l'ipotesi di utilizzare circa 2000 metri quadrati del Creaf per impiantare le attrezzature per cinema, produzioni televisive e cartoni animati» annuncia con un coup de théâtre Gestri. Che approfitta del momento per ricostruire la genesi di una decisione che potrebbe arrivare in dirittura d'arrivo entro la fine del mese di maggio.

«Sul cineporto avevamo pubblicato un avviso sul sito della Camera di Commercio, che è uno dei soggetti che mi onoro di avere coinvolto - racconta il presidente Gestri -, per individuare un immobile funzionale all'attività del cineporto. Un'apposita commissione della Camera di Commercio ha vagliato alcune ipotesi individuando un capannone di un privato, buono per quanto non perfettamente corrispondente alle caratteristiche che stavamo cercando. In questo caso, però, mi sono detto che si tratterebbe di spendere soldi pubblici e darli ad un privato. Perché allora non valorizzare una società pubblica come il Creaf? Peraltro l'immobile è perfetto avendo fatto il collaudo».

Ci sarebbe anche un'inconsueta sintonia istituzionale con la giunta comunale: «Ne ho parlato col sindaco Cenni, che si è dichiarato d'accordo con l'operazione».

L'ipotesi di Gestri si sta concretizzando in virtù della consultazione della Regione, che essendo coinvolta nel finanziamento iniziale del centro di alta formazione deve certificare se il core business del Creaf sia o meno compatibile con un'attività del cineporto.

«Ufficiosamente la risposta è positiva, ma entro qualche settimana attendiamo un documento scritto» specifica, individuando per l'appunto nel 31 maggio la time line per decidere l'insediamento. Per la giunta sarebbe un fiore all'occhiello da esibire sul fronte dello sviluppo.

Il Pdl in tutto ciò si ritaglia il giudizio al vetriolo condensandolo nella battuta del consigliere provinciale Giuseppe Conte: «Di questo passo dovranno cambiare l'insegna in Provincia. Dovranno mettere Provincia Real Estate, comincerà a fare da agenzia immobiliare».

Gestri fa sapere che alle battute e alle critiche dell'opposizione risponderà a tempo debito in consiglio provinciale. Preferisce per il momento illustrare le tre grandi potenzialità del Cineporto: «Arricchirà il concetto stesso di alta formazione del Creaf. Per gli studenti del Progeas sarebbe un completamento della propria formazione culturale. Inoltre, porterà lavoro a Prato richiamando produttori nazionali, alcuni dei quali hanno già manifestato interesse».

Resterebbe scoperto il capitolo infelice del rientro dal credito di sei milioni di euro. Il presidente della Provincia Gestri ipotizza una ricapitalizzazione del Creaf, in modo da trasformare quel valore economico in azioni. Ci sarebbe da superare il diniego ad una simile operazione da parte del decreto Monti. Invece, il centrodestra si prepara al duello politico. E comunica - per precisa intenzione del coordinatore del Pdl Riccardo Mazzoni - il sostegno alla mozione del futurista Riccardo Bini, che chiede la dismissione del Creaf in tempi ragionevoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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