Il dolore
25 Aprile, non si placano le polemiche
La Prefettura spiega l’organizzazione dell’evento ma tre deputati interpellano il Ministro dell’Interno
PRATO. Le polemiche scaturite durante e dopo la celebrazione del 25 Aprile, relativamente alla scaletta seguita per la manifestazionie non sono piaciute al capo di Gabinetto della Prefettura, il dottor Lo Castro che tiene a sottolineare per iscritto come si è arrivati a quel tipo di organizzazione. «Il 3 aprile scorso si è tenuta in Prefettura una riunione per organizzare le manifestazioni a Prato - scrive Lo Castro - In quella occasione è stato concordemente deciso di replicare, così come avviene dal 25 aprile del 2010, la cerimonia in piazza delle Carceri che include l'Alzabandiera in forma solenne e la commemorazione di tutti i caduti con la deposizione di una corona alla presenza di uno schieramento interforze».
«Peraltro, tale schieramento ha la stessa composizione rappresentativa di quello che viene dispiegato in occasione delle altre due Feste nazionali del 2 giugno e del IV novembre, ma è numericamente più ridotto prevedendo la presenza di soli 3 operatori (e non 6 come nelle altre occasioni) per ciascuna componente militare o civile - continua Lo Castro - Durante la riunione organizzativa del 3 aprile, a cui ha preso parte anche il Presidente dell'Anpi provinciale Ennio Saccenti, è stato fatto presente che tale cerimonia non intendeva sostituirsi alle tradizionali iniziative celebrative promosse dal comune di Prato ma esclusivamente aggiungere a queste un momento di ulteriore solennità, che si è riscontrato essere stato apprezzato, nelle precedenti occasioni, dalla cittadinanza intervenuta». E sulla polemica delle canzioni,
»Nel corso dell'incontro è stato concordato che durante la cerimonia militare venissero suonati l'inno nazionale per l'alzabandiera e la Canzone del Piave a commento della deposizione della corona ai caduti, mentre Bella Ciao sarebbe stata eseguita al termine della stessa. Spiace pertanto constatare che l'attuazione delle predette iniziative, programmate per tempo e condivise in precedenza con tutte le componenti militari, civili e associazionistiche, abbia potuto urtare la sensibilità di qualcuno».
La polemica però non è affatto chiusa perchè proprio ieri a Roma, gli onorevoli Antonello Giacomelli, Andrea Lulli e Michele Ventura hanno presentato una interpellanza urgente al Ministro degli Interni per sapere «in base a quele normativa la Prefettura abbia trasformato una fsta popolare in una cerimonia di Stato... rigidamente controllata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google