Il Tirreno

Prato

arci paperino

Una biciclettata per ricordare

di GOFFREDO BORCHI (*)
Una biciclettata per ricordare

In cinquanta, molti ragazzi, hanno pedalato fino a Figline

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di GOFFREDO BORCHI (*)

Ho letto con stupore l'articolo di Francesco Mandarano, noto militante di Rifondazione comunista, pubblicato l’altro giorno dal vostro giornale e pur non essendo solito rispondere alle provocazioni, per le gravi affermazioni rivolte alla mia persona, sono costretto ad una replica.

Respingo con forza questo attacco politicamente becero e volgare che tenderebbe a dipingermi come un uomo della destra neofascista.

Questa grave e offensiva affermazione denota una assoluta mancanza di conoscenza della mia storia politica e di quella della mia famiglia.

Voglio iniziare proprio dall'impegno di mio padre che diciannovenne, dopo l'otto Settembre, partecipò alla Resistenza cattolica a fianco di tanti altri pratesi, per abbattere definitivamente l'ideologia nazifascista.

"A perenne riconoscimento per la lotta sostenuta contro il nazifascismo e per la libertà": gli fu conferito un attestato dal sindaco Loengrin Landini e dal Presidente del comitato unitario per la difesa dell'ordine democratico Pietro Vannucci.

Quando Mandarano parla dei fratelli Buricchi certamente non sa che soltanto la forza di volontà di mio padre fece emergere l'atto eroico dei fratelli Buricchi con la riapertura dei ruoli che portò a loro il riconoscimento della medaglia d'argento.

La mia storia politica personale nasce dall'Azione cattolica e con quella cultura ho sempre cercato di portare in politica il rispetto per gli altri e per quei valori che fanno perno sulla libertà e la democrazia.

Sono orgoglioso di essere contro ogni dittatura e ogni sopraffazione e quindi di essere anche antifascista.

Voglio ricordare a Mandarano che il discorso ufficiale alla commemorazione dei fratelli Buricchi, di Ariodante Naldi e Bruno Spinelli a Poggio alla Malva, lo scorso 12 giugno 2011, su invito del sindaco di Carmignano, l'ho fatto io e ne sono orgoglioso.

Così come sono stato orgoglioso di aver potuto fare il discorso ufficiale in Piazza del Comune, ieri, in occasione deli 25 aprile per ricordare, come sempre ho fatto, gli orrori dei totalitarismi, gli orrori del nazifascismo, ma soprattutto per ricordare tutti coloro che si batterono e dettero la vita per il riscatto e la rinascita dell'Italia libera.

Mi auguro che la disonestà intellettuale espressa dal signor Mandarano non sia voluta.

In attesa di incontrarlo e guardarlo negli occhi, spero per lui che riesca a vivere più serenamente, affinchè comprenda che l'ignoranza non paga mai specialmente quando veste i panni dell'arroganza politica..

(*) vicesindaco di Prato

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