Finanza
Liberazione: bandiere e polemiche
La Sinistra accusa: piazza militarizzata e niente Bella Ciao. A Destra: manifestazione eccessivamente “rossa”
PRATO. Piazza, bandiere e polemiche. Al vetriolo. Fuoco incrociato sulla festa della Liberazione da sinistra e da destra. Più dei valori della Costituzione, della libertà e della democrazia - per altro ribaditi con forza negli interventi del presidente Anpi Ennio Saccenti e del vicesindaco Goffredo Borchi - hanno potuto gli sgambetti bipartisan.
Alle forze della sinistra presenti in massa sia in piazza delle Carceri - dove sono state deposte le corone d’alloro davanti al monumento dei caduti - sia in piazza del Comune durante il comizio, non è piaciuta la militarizzazione delle Carceri: tanti soldati (4 per corpo più le crocerossine), passerella del prefetto Maria Guia Federico, inno di Mameli, La Canzone del Piave, ma niente Bella Ciao almeno durante la celebrazione. «La banda - dice Saccenti - l’ha suonata che il corteo era praticamente già in piazza del Comune. Non va bene, l’omaggio e il rispetto al ricordo dei partigiani, visto che oggi si celebrano la loro azione e il loro coraggio, avrebbero suggerito di suonare l’inno ben prima». Ma il protocollo è stato rigido. Quale? Quello deciso dalla Prefettura. «Il fatto è - continua Saccenti - che sono state applicate alla lettera le indicazioni di una circolare del ministero degli Interni, fatta tempo addietro ma ripescata oggi, nella quale si indicano con precisione gli inni da suonare e Bella Ciao non c’è». «Senza inno dei partigiani con troppe armi in vista, più che altro sembrava il 4 novembre la festa della forze armate - è il giudizio del capogruppo Pd in consiglio Massimo Carlesi - Quella di oggi - continua - non è la festa dei corpi armati è la festa di tutti i cittadini». Ancora più esplicito Antonello Giacomelli, deputato Pd: «E’ la prima volta che vedo un organo dello Stato (il riferimento è alla prefettura ndr) essere protagonista di un momento che invece appartiene a tutti gli enti locali, ai rappresentanti delle associazioni e soprattutto al popolo. Chiederò al ministro spiegazioni sulla circolare con un’interrogazione».
Ci hanno pensato le schiere un po’ più a sinistra - Federazione della sinistra, il Partito marxista leninista e il Comitato gay e lesbiche - a vivacizzare ulteriormente organizzando un 25 aprile tutto loro. Un po’ con cartelli decisamente espliciti (“meglio frocio o lesbica che fascista”) che non sono stati graditi da tutti, un po’ organizzando una festa tutta loro: hanno deposto una corona loro davanti agli occhi delle autorità impettite, hanno preso la chitarre e hanno suonato e cantato Bella Ciao andando sopra le note della banda.
E a Destra? E’ stata poco apprezzata l’impostazione giudicata eccessivamente “rossa” del 25 aprile pratese. A sbottare è il presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi: «Non capisco la necessità di far salire sul palco per un comizio di propaganda politica a sinistra, il presidente dell’associazione dei partigiani. L’Italia - dice - è stata liberata da tanti eserciti stranieri i cui ragazzi sono venuti a morire qui sul nostro territorio e anche dai partigiani. Per qui morti vedo poco rispetto». E conclude: «Il 25 aprile è di tutti è non solo di una parte di società».
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