Il Tirreno

Prato

La Coop Cellini sbarca all’estero

di Barbara Burzi
La Coop Cellini sbarca all’estero

L’azienda pratese si occupa di energie rinnovabili e presto aprirà stabilimenti in Brasile e Sudafrica

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PRATO. Cento come il numero di addetti raggiunto dalla Cooperativa Cellini che ha appena toccato questo traguardo muovendosi controcorrente rispetto al mercato.

Con un plotone di professionisti di età media under trentacinque e destinato ancora a crescere, l'azienda fondata nel 1978 da un gruppo di studenti dell'istituto professionale Cellini, si prepara ad aprire stabilimenti all'estero:in Brasile e in Sudafrica, dove l'interesse per lo sviluppo delle energie rinnovabili si fa sempre più forte.

Del resto il 50% del suo fatturato del valore complessivo di 60 milioni di euro deriva proprio da questo settore, che dal 2008 a oggi è cresciuto in modo esponenziale passando da 2 a 30 milioni di euro.

La svolta tecnologica degli ultimi anni ha assunto un'importanza strategica ai fini della competitività della società pratese che per sottolineare quest'evoluzione cambierà a breve il suo nome in Cellini General Technology Contractor, a sottintendere la capacità di acquisire contratti per la realizzazione di interventi chiavi in mano.

Estero, stiamo arrivando. Con la crisi dell'edilizia, il raggio d'azione della Cellini si è sposato dal settore tradizionale dell'impiantistica a quello delle energie rinnovabili. «Negli ultimi anni il nostro mercato di riferimento è cambiato tre o quattro volte - ammette s il presidente della Cellini Stefano Ciacci - con il progressivo restringersi del mercato tradizionale degli appalti pubblici, ci siamo spostati su altri progetti per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, di cui siamo comproprietari». Due sono le direttrici che l'azienda sta seguendo, una verso il Sudafrica e l'altra verso il Brasile. «Sono paesi che hanno grande fame di energia e guardano con interesse alla produzione da fonti rinnovabili, in quanto, essendo territori molto vasti, hanno maggiore necessità di generare energia in maniera diffusa - spiega Ciacci - entro giugno apriremo una società in Sudafrica, ma contiamo di iniziare a incrementare il nostro fatturato con l'estero a partire dal 2014».

Nuove assunzioni. «Siamo interessati a profili professionali appena usciti dall'Università, in particolare ingegneri e laureati in qualità e certificazione di prodotto - spiega Ciacci - cerchiamo persone che hanno voglia di impegnarsi e di crescere, da parte nostra, ci piace responsabilizzare i giovani e metterli alla prova. In prospettiva di Sudafrica e Brasile, non escludo nuove assunzioni».

Prato, il progetto. Intanto è in fase di studio da parte della Provincia una proposta di Cellini per la realizzazione del progetto Best Energy, che consiste nella costruzione di centrali a biomassa e impianti fotovoltaici sul territorio ai fini di migliorare l'efficienza energetica di chi ne fa uso. «Il progetto si prefigge lo scopo di predisporre una serie di interventi finalizzati alla diminuzione dei consumi energetici e dei relativi costi a parità di produzione», spiega Ciacci mettendo in evidenza le difficoltà per l' Italia di puntare sulla green economy finché non si farà maggiore chiarezza sul clima incerto in cui versano le rinnovabili. «Il mercato dell'energia ha bisogno di regole certe nel lungo periodo - aggiunge - in quanto si parla di investimenti che hanno un ritorno dopo i primi sette o otto anni».

L'allarme. Quella di Montemurlo, secondo l'imprenditore, è una zona che avrebbe delle enormi potenzialità nella produzione di energia da fonti rinnovabili. «Basti pensare alla possibilità di convertire al fotovoltaico le coperture in amianto dei capannoni industriali - conclude Ciacci - il problema potrebbe esplodere da un momento all'altro perché dopo tanti anni i tetti di eternit iniziano a sfaldarsi rilasciando fibre d'amianto con gravi conseguenze per tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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