Il Tirreno

Prato

Falso incidente, il giudice dà ragione all’assicurazione

Sentenza esemplare su uno scontro del 2007: trasmessi gli atti alla Procura per frode e falsa testimonianza

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PRATO. Hanno simulato un incidente stradale e chiedevano più di 15.000 euro di danni, oltre agli interessi. Invece ne dovranno pagare quasi 3.000 di spese processuali, con la prospettiva di essere chiamati a rispondere in Tribunale di una serie di accuse: tentata frode assicurativa, falsa testimonianza e frode processuale.

E’ una sentenza che si può definire a buon diritto esemplare quella emessa ieri dal presidente del Tribunale, Francesco Antonio Genovese, chiamato a decidere su una controversia che si trascinava da ben cinque anni.

Monica Cioni, Fiorenzo Buti e l’autocarrozzeria De Filitto di Giuseppe e Giuliano De Filitto avevano fatto causa alla Vittoria Assicurazioni per un incidente che, secondo loro, era accaduto il 27 febbraio del 2007, lo scontro tra una Renault Clio e una Seat, che aveva prodotto, sempre secondo i ricorrenti, danni per 4.869 euro da liquidare a Fiorenzo Buti, stessa cifra per Monica Cioni e 5.802 euro per l’autocarrozzeria De Filitto, cessionaria del credito vantato da Monica Cioni. Il conducente del veicolo che si era preso la colpa dell’incidente è uno straniero, Aziza Faouzi, che non si è mai fatto vedere dal giudice.

La Vittoria Assicurazioni sentì puzza di bruciato e non pagò i danni. Per questo è iniziata una causa davanti al giudice di pace, che ha dato ragione all’assicurazione, nonostante la perizia del geometra Guarducci e la testimonianza di tale Antonio Zono che confermava la ricostruzione di Cioni e Buti. Questi ultimi allora hanno fatto ricorso in appello davanti al Tribunale civile e l’iniziativa si è trasformata in un boomerang, perché oltre a perdere anche la seconda causa, sono stati condannati a pagare, in solido con l’autocarrozzeria, quasi tremila euro di spese legali e ora rischiano un processo penale, perché il presidente Genovese ha trasmesso gli atti alla Procura.

La perizia dell’ingegner Del Vicario, del resto, non lasciava spazio alla fantasia. «Il contatto tra i due veicoli non è mai avvenuto» ha scritto il consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice.

Una sentenza esemplare, dunque, anche perché da anni gli automobilisti di Prato sono costretti a pagare polizze assicurative seconde solo a quelle di Napoli. Il motivo, come ha accertato una recente inchiesta della magistratura, è proprio l’alto numero di falsi incidenti e truffe alle assicurazioni. Per quei pochi che riescono a lucrare sui rimborsi dei danni, ci sono migliaia di automobilisti onesti che pagano ogni anno premi assicurativi sproporzionati. La sentenza del presidente Genovese potrebbe rappresentare la svolta tanto attesa: se chi lucra sugli incidenti, comprese le carrozzerie e i periti compiacenti, capirà che si rischia di dover pagare un prezzo salato, oltre al processo penale, forse anche il numero dei falsi incidenti comincerà a calare, con grandi benefici per tutti.

Paolo Nencioni

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