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Credito, allarme rosso degli industriali Cangioli: «La situazione sta precipitando»

Credito, allarme rosso degli industriali Cangioli: «La situazione sta precipitando»

«Il fattore tempo è determinante: la frana rischia di diventare inarrestabile e travolgere anche le imprese sane»

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A dispetto di chi nega o minimizza l'esistenza del credit crunch, i problemi delle imprese nei rapporti con le banche crescono per numero ed entità: a registrarli è lo Sportello Credito dell'Unione Industriale Pratese, che in questi giorni ha visto intensificarsi le richieste di intervento. «La situazione è peggiorata nelle ultimissime settimane, se non addirittura giorni, tanto che non abbiamo avuto il tempo materiale di effettuare una rilevazione strutturata e statisticamente attendibile del fenomeno» spiega il vicepresidente dell'Unione Industriale Pratese Vincenzo Cangioli. «E' certo comunque che se c'era allarme prima, oggi ce n'è di più e bisogna cominciare davvero a temere effetti devastanti. Ad essere in difficoltà sono in primo luogo le imprese che al credito fanno ricorso in maniera continuativa e sistematica, spesso avendo le carte in regola per farlo; ma ormai il problema investe perfino aziende di eccellenza, che sono ben patrimonializzate e 'liquide' ma che hanno clienti impossibilitati a pagarli perché a corto di risorse finanziarie e ignorati dal sistema creditizio. Questo è un aspetto molto delicato e importante della questione, che contraddice anche i sostenitori ad oltranza di un approccio 'darwinista' che accetta o addirittura auspica restrizioni per imprese in grave difficoltà e punta a salvaguardare quelle virtuose. Attenzione perché questo principio, anche se per molti aspetti condivisibile, funziona solo se comunque un po' di circolazione di denaro c'è: se, come in questo momento, si sfiora la paralisi si finisce per fare terra bruciata di tutto e tutti, deboli e forti».

I problemi del credito sono stati oggetto di contatti recenti dell'Unione Industriale Pratese, oltre che con Confidi Imprese Toscane, anche con Fiditoscana, trovando consapevolezza, ascolto e volontà di intervenire.

«Ma è necessario fare presto - prosegue Cangioli -. Il fattore tempo è decisivo: la percezione che abbiamo è di una frana che rischia di divenire inarrestabile».

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di Redazione web