Il Tirreno

Prato

2011, anno da dimenticare per il commercio pratese

di Alessandra Agrati
2011, anno da dimenticare per il commercio pratese

Il Centro studi della Cdc ha presentato i dati della congiuntura: in calo l’abbigliamento e l’alimentare. Segno più solo per gli elettrodomestici

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PRATO. Il 2011 è stato un anno tragico per il commercio pratese che ha registrato un calo delle vendite pari al 2,1% con una punta massima di - 3% nel quarto trimestre, periodo in cui le spese natalizie avrebbero dovuto dare una bocca d'ossigeno al comparto.

I dati raccolti nella prima congiuntura del commercio realizzata dal centro studi della Camera di commercio Dario Caserta e sono i curatori) evidenziano che i settori più in crisi sono l'abbigliamento- accessori (-7,6% rispetto al 2010 ), il non alimentare (-4,4%) e l'alimentare (-3,2%), unico dato positivo riguarda i prodotti destinati alla casa e agli elettrodomestici (+4%). Una situazione di stagno che è maggiormente sopportata dai piccoli esercizi che hanno registrato nel 2011 un calo del fatturato del 3,1% ma che tocca anche la media distribuzione (-2,1%) e la Grande distribuzione (-0,8%), soprattutto nella fascia medio bassa di consumo. In contrazione anche il numero dei negozi: rispetto al 2010 calano del 2,4% i non alimentari, soprattutto quelli di elettrodomestici ed elettronica di consumo (-8,%), i benzinai (-6%), quelli che vendono mobili e articoli casalinghi (-5,4%) oltre a quelli di articoli sportivi e giocattoli (-5,1%). In calo anche i negozi di abbigliamento (-2,7%) che però registrano il maggiore tasso di turn- over (25,3%). «Nonostante il sistema economico pratese - si legge nel rapporto - , muovendosi in linea con quanto avvenuto a livello regionale e nazionale, abbia registrato diffusi recuperi dei livelli di produzione nel periodo compreso tra la fine del 2010 e la prima metà del 2011, tali recuperi non sono stati accompagnati da una altrettanto vivace ripresa dei consumi la cui variazione, rispetto al minimo del 2009, risulta alquanto modesta (+1% nel 2010 e appena +0,2% come stima per il 2011). A partire dalla scorsa estate, poi, l’inversione negativa del ciclo ha creato i presupposti per un ulteriore indebolimento della domanda interna prontamente evidenziato dai dati sull’andamento delle vendite al dettaglio relative agli esercizi della provincia.

«Questi dati - ha sottolineato il presidente della Camera di commercio Carlo Longo - vanno letti con molta attenzione: dobbiamo cercare di accompagnare gli imprenditori attraverso una maggiore assistenza, in un percorso che diventa sempre più a ostacoli».

Le strutture ricettive e i pubblici esercizi registrano invece un saldo positivo che per i ristoranti raggiunge il 2,3% e per i bar il 5,4%, trend positivo anche per gli ambulanti (1,9%). In un quadro così tragico calano anche gli investimenti fatti dagli imprenditori ( ristrutturazioni, nuove sedi..) che passano dal 27,6% del 2010 al 21,5 del 2011. Neri anche gli umori degli intervistati che prevedono una contrazione dei consumi e denunciano una difficoltà nel programmare in modo efficacie le scorte di magazzino. «Per fare fronte a questa necessità - spiega il presidente di Confesercenti Alessandro Giacomelli - spesso i commercianti si approvvigionano presso negozi all'ingrosso, durante l'ora di pausa cercando di prediligere la quantità rispetto alla qualità».

Del resto anche i discount ritornano in auge. A preoccupare le associazioni di categoria anche una situazione nazionale che non spinge verso un aumento dei consumi. «Aver permesso la liberalizzazione delle aperture - ha sottolineato il direttore di Confcommercio Gianluca Niccolai - non ha sicuramente giovato al settore, le famiglie infatti hanno sempre minor potere d'acquisto, indipendentemente dal giorno in cui vanno a fare la spesa».

Il primo report sul commercio a Prato, oltre a fotografare l'andamento del settore, servirà anche a prendere decisioni strategiche, in quest'ottica viene chiesto all' amministrazione comunale una maggiore organicità nell' organizzare gli eventi, evitando così inutili sovrapposizioni in alcune domeniche e il nulla in altre. Nonostante tutto Giacomelli e Niccolai sottolineano l'importanza di vedere il bicchiere mezzo pieno. «I commercianti - spiegano - non si arrendono e cercano sempre nuove soluzioni per soddisfare i propri clienti».

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