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Sequestrato falso tessuto Louis Vuitton

Sequestrato falso tessuto Louis Vuitton

CARMIGNANO. Milleduecento metri di tessuto spalmato, quello utilizzato per realizzare borse e altri accessori simili, divisi in venticinque rotoli da cinquanta metri ciascuno con marchio Louis...

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CARMIGNANO. Milleduecento metri di tessuto spalmato, quello utilizzato per realizzare borse e altri accessori simili, divisi in venticinque rotoli da cinquanta metri ciascuno con marchio Louis Vuitton falso. E’ questo il piccolo “tesoretto” illegale che i carabinieri di Carmignano ed il personale dell’Agenzia della Dogana, hanno trovato e sequestrato in un maglificio in via Torricelli a Seano.

La scoperta è avvenuta durante un controllo fiscale nato su delega dell’Agenzia della Dogana di La Spezia che sta conducendo un’altrfa indagine e che, evidentemente aveva già registrato alcune anomalie nel maglificio di Seano che in realtà fa attività anche di import ed export e di qui la decisione di chiedere ai colleghi di Prato di effettuare un controllo per trovare eventuali riscontri alle loro ipotesi investigative. Dal controllo, effettuato con la collaborazione dei carabinieri della stazione di Carmignano, sono emersi vari elementi che andranno analizzati nel campo fiscale ma gli investigatori hanno trovato anche i venticinque rotoli di tessuto spalmato e pronto per essere lavorato per produrre borse ed accessori di pelletteria col marchio Louis Vuitton. «Sarà un perito della casa di moda a dirci il grado della contraffazione del tessuto - dice in conferenza stampa il capitano Alfieri - Noi abbiamo denunciato la titolare della ditta, una donna cinese di 40 anni ed il marito di 43 per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. Il reato, se provato, viene punito con la reclusione fino a due anni. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il responsabile dell’Agenzia della Dogana di Prato, il dottor Giovanni Cassone, che ha tenuto a ribadire che il primo controllo è avvenuto per una verifica fiscale ha tenuto anche a precisare che il suo ufficio sta investendo molto a livello di risorse umane e di intelligence nella lotta contro la contraffazione e a tutela dei marchi, un settore che soprattutto nell’ambito delle aziende gestite da cinesi è spesso oggetto di abusi. Altre indagini sono comunque in corso da parte dell’Agenzia della Dogaia di La Spezia.

Pasquale Petrella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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