Il Tirreno

Prato

«Se riparte il mattone, ritorna il lavoro»

di Cristina Orsini
«Se riparte il mattone, ritorna il lavoro»

Il presidente Ance: «Suggerimenti ne abbiamo dati ma occorre uno sforzo ulteriore delle amministrazioni pubbliche»

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PRATO. «Lo vede anche lei, a Prato le gru sono sempre meno e molte sono anche ferme». E dire che, secondo Moreno Paolo Torri, ingegnere, presidente di Ance, sezione edili dell’Unione industriali pratese «il mattone è da sempre il motore dell’economia». Il comparto, secondo Torri, a Prato e non solo, è fortemente in difficoltà «e per uscirne - dice - occorre lo sforzo unitario di tutti: di noi imprenditori, delle istituzioni e delle banche».

I numeri che il presidente di Ance tiene in un cartellina sono chiari: tra il 2008 e il 2012 il comparto edile, nel suo complesso, ha subito una contrazione negli investimenti del 24,10% , a Prato non va meglio, anzi. Secondo la Cassa edile nel 2008 esistevano 705 imprese sul territorio che occupavano 2720 lavoratori, nel 2012 le imprese sono diventate 483 e occupano 1615 lavoratori. «Ma è il trend delle chiusure - continua Torri - che è preoccupante». Eccolo: nel dicembre 2011 le ditte di costruzioni sul territorio erano 500, in gennaio sono scese a 491, in febbraio a 483, otto-nove società che spariscono ogni mese. E l’emorragia continua.

«Io vedo, anche in capo alle amministrazioni pubbliche, tanta confusione - commenta Torri - Si preferisce parlare per spot piuttosto che mettersi a sedere, confrontare le idee, fare dei progetti che servano alla città ma sulla base dei soldi che si hanno effettivamente a disposizione. Mancano idee - dice - ma non si pensa nemmeno agli strumenti per realizzarle». Di esempi in negativo Torri ne ha diversi: dal balletto dello stadio «che ormai naviga come collazione in quasi tutta la periferia di Prato», dall’outlet delle produzioni, ai soldi buttati nel Creaf: «24 milioni persi - puntualizza - mentre sarebbe stato bene fare un po’ più di attenzione a dove andavano a finire». Il governo nazionale, se possibile, per Torri, aiuta anche meno «i bocconiani sono solo impegnati a fare tornare i conti mentre il ministro Fornero ha consigliato di preferire la flessibilità mentale al mattone».Edilizia senza più speranza, secondo Torri? No, a patto di rimettersi in moto. «Sull’esempio di quello che ha fatto la Prefettura - racconta - che nell’arco di pochissimi tempo, su input dell’Ance, ha messo in piedi un gruppo autorevolissimo per la firma di un protocollo d’intesa su legalità e sicurezza nei cantieri. Ora bisogna dare gambe all’accordo con la creazione di un’osservatorio che serva a individuare le situazioni non corrette».

L’organizzazione degli edili pratese chiede una cosa, tra le altre «essere ascoltati» ma anche «concretezza». «Siamo in fase di revisione del piano strutturale - continua Torri - e uno strumento efficace per mettere in piedi le trasformazioni urbanistiche, al Comune lo abbiamo dato: la creazione di un fondo di investimento, nel quale il Comune senza spendere una lira poteva mettere il proprio patrimonio immobiliare, nel quale la Cassa depositi e prestito poteva partecipare, aperto anche ai capitali privati». Tre gli obiettivi strategici del fondo: la revisione complessiva del Macrolotto zero, la riqualificazione dell’area del vecchio ospedale e lo stadio nuovo. Risultato: «Tutto tace».

C’è un’altra operazione, coordinata da Ance, che piace a Torri: «La creazione di un consorzio di imprese tutte pratesi che parteciperà al bando per la prima fase dei lavori Esselunga a Pratilia». Per Prato è una novità: più imprese che si uniscono su una gara da 4 milioni per la demolizione, la bonifica e lo spostamento della gora. Chi siano le imprese Torri ancora non lo vuole dire: «Ma è il segno - conclude - che attraverso uno sforzo comune qualcosa di buono si può fare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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