Proteste
MANCANO I VERI VALORI MORALI
Mercoledì 25 aprile si svolgerà a Prato, come in tutta Italia, la Festa della Liberazione degli Italiani dall'occupazione nazifascista, avvenuta il 25 aprile del 1945. Il sindaco Cenni non sarà...
Mercoledì 25 aprile si svolgerà a Prato, come in tutta Italia, la Festa della Liberazione degli Italiani dall'occupazione nazifascista, avvenuta il 25 aprile del 1945.
Il sindaco Cenni non sarà presente alla manifestazione, ufficialmente per presunti impegni precedenti, in realtà, in quanto teme una contestazione pubblica per aver ridotto sul lastrico centinaia di famiglie di operai ed artigiani pratesi, che non hanno riscosso dalla ditta Sasch di proprietà del sindaco, quanto loro dovuto per il lavoro svolto nei confronti della Sasch.
A questi creditori importa ben poco se al dissesto della Sasch si è arrivati perché Roberto Cenni non ha saputo riscuotere i propri crediti vantati verso acquirenti esteri, oppure se tali crediti sono stati riscossi dalla Sasch e sapientemente nascosti in qualche repubblica delle banane.
Queste circostanze verranno, in seguito, accertate dalla Magistratura.
Agli operai ed agli artigiani creditori interessa, invece, il fatto che hanno lavorato per la Sasch e non hanno riscosso somme a volte considerevoli, ragion per cui si trovano in gravi difficoltà economiche.
Stando così le cose, la commemorazione ufficiale del 25 aprile verrà svolta dal vice-sindaco Goffredo Borchi che, secondo la destra politica pratese, avrebbe, in questo momento, un aspetto più presentabile di Roberto Cenni.
Per noi entrambi non sono credibili. In sostanza, l'uno e l'altro non sono che la diversa faccia della stessa medaglia: la destra neo-fascista che nel 2009 ha preso in giro gli elettori pratesi.
Infatti Cenni, egregiamente sostenuto da Borchi, si è presentato alla nostra città come un imprenditore di successo, quando egli ben sapeva che la sua azienda Sasch già da diversi anni era in grave stato di dissesto.
Pertanto, entrambi dovrebbero avere la decenza di dimettersi per mancanza di prestigio morale, nonché di credibilità ed affidabilità politica.
A tutto questo, poi, bisogna aggiungere che essi, assieme a tutta la giunta Cenni nel suo complesso, non hanno alcun diritto di parlare della Resistenza e della Festa della Liberazione, avendo, da sempre, dimostrato la loro vicinanza ideologica e politica alle pseudo argomentazioni neo-fasciste, tendenti a nascondere le gravi responsabilità del duce per aver scatenato la seconda guerra mondiale e per aver ridotto l'Italia ad un cumulo di rovine materiali e morali.
In questa ottica neo-fascista, Cenni e Borchi, in altri anniversari, hanno fatto suonare dalle bande musicali, canzoni come Il Piave ed hanno volutamente cancellato la canzone per eccellenza della Resistenza: Bella ciao.
Inoltre, e questo è un fatto gravissimo, nei loro discorsi celebrativi hanno cercato di equiparare i repubblichini di Salò, veri servi dei Hitler, ai partigiani, autentici combattenti per la libertà dell'Italia e dell'Europa.
Proprio per questi motivi il Popolo Pratese dice forte e chiaro alla giunta Cenni: "Avete fatto troppi disastri! Non avete i requisiti morali, ideali e politici per rappresentarci! Andate a casa!" Onore ai martiri di Figline! Onore ai Fratelli Buricchi!
Francesco Mandarano
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