Il Tirreno

Prato

«Vista dal pub è una città che funziona»

di Valentina Ceccatelli
«Vista dal pub è una città che funziona»

Il gestore del Wallace di piazza Mercatale: birra, buona musica, partite e divertimento. Il caos resta fuori dalla porta

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PRATO. Niente da dire: vista da qui, Prato è davvero bella. "Qui" è il Wallace pub di piazza Mercatale, punto di ritrovo storico per gli amanti della musica dal vivo in città, gestito da anni da Simone Febbraro: «Le persone che ci sono qui, vengono per bersi una buona birra e passare una bella serata, per vedere le partite o i concerti: andiamo da clienti sedicenni a cinquantenni senza problemi, a seconda dell'evento. I nostri clienti sono gente tranquilla, che non crea problemi. Servirebbe il teletrasporto, però, per uscire da qui e andare tranquillamente in un altro locale».

Anche perché la piazza, di problemi, non ne ha pochi: «E non vogliamo aggiungerne altri, ne subire le ripercussioni di quelli che già esistono: scippi, bottigliate, spaccio. Il triangolo fra il parcheggio, i giardini e l'inizio di via Garibaldi di notte non è raccomandabile: ho visto gente bloccare le macchine per offrire droga agli automobilisti. Noi del Wallace, insieme ai gestori del Doors e a quelli dell'enoteca Raz Mataz, ci siamo uniti e abbiamo messo delle regole che valgono nei nostri locali, ma una volta fuori il controllo sta alla polizia. Qui dentro non succede niente ma magari, nel parcheggio, si. E sicuramente non sono nostri clienti».

Le ricadute, però, ci sono comunque: «E' ovvio, a volte la mattina un residente della piazza che la lasciato la macchina nel parcheggio si ritrova con uno specchietto rotto e, a volte, da la colpa a noi e alla nostra clientela: spesso siamo usati come capri espiatori per cose su cui non abbiamo alcun controllo. Un discorso è il rumore, problema per cui ci siamo attrezzati negli ultimi anni insonorizzando il locale che comunque, di per se, non è mai eccessivamente rumoroso: per quieto vivere non solo rispettiamo le leggi, ma cerchiamo di fare anche qualcosa di più. La delinquenza nella piazza, però, non è qualcosa che possiamo controllare e non ne siamo responsabili: le persone che fanno queste cose non escono dai nostri locali».

In centro, in effetti, vivono molte persone anziane: «Che hanno giustamente le loro abitudini, e possono essere disturbate da un locale - aggiunge Simone - è comprensibile. La situazione che si viene a creare, però, è contraddittoria: le prime lamentele riguardano i locali fastidiosi e, nel momento in cui si decide di prendere iniziative contro di essi e le persone smettono di frequentarli, le lamentele riguardano il fatto che in centro non ci sia nessuno, e si ha paura di passarci di notte: «L'amministrazione comunale ha fatto un ottimo lavoro di mediazione, presa fra questi due fuochi - dice Simone - certo, deve ascoltare il cittadino, ma cerca sempre di non essere troppo fiscale perché sa che stiamo riportando la vita in centro, a spese nostre, a costo di essere considerati un disturbo da alcuni», senza contare il fatto che, spesso, la presenza di così tante persone in una piazza problematica può diminuire la delinquenza. Prato di notte, però, non è solo problemi, è anche musica: «Qui abbiamo il nostro circolo di musicisti: Riccardo Onori, Walter Paoli, Giacomo Castellano, Marco "Banana" Pieraccini. Le amicizie con questi professionisti sono nati dall'amore per la musica e da una gestione del locale che da spazio ai live: è una cosa nata senza prima averla programmata. Sono persone che fanno i musicisti di mestiere, non cambierebbero lavoro nemmeno se li pagassero tre volte di più». Non sono solo i professionisti a calcare il palco del Wallace: «Organizziamo un contest, spesso partecipano anche ragazzini - dice Simone - è positivo che si buttino sulla musica, che si sfoghino così. Meglio sfogarsi con la musica che ritrovarli buttati su una panchina. Per i ragazzi, la musica è fondamentale». I clienti del Wallace vanno dalle coppie che decidono di passare una serata fra una pizza e una birra ai motociclisti dei club della zona, oltre a rockers più o meno giovani che sanno che, entrando nel locale, troveranno la musica giusta per le loro orecchie; una tipologia di clienti che qui non manca mai, in ogni caso, è quella dei musicisti: vecchi o giovani che siano, il Wallace attira chiunque sappia tenere uno strumento in mano. Qualche avventore straniero inizia a fare capolino adesso, soprattutto ragazzi cinesi di seconda generazione, e gli studenti della Monash University non disdegnano di fare presenza. In sintesi. Prato, vista da qui, inizia davvero ad essere multietnica, ed amante della musica. Ciò che manca alla notte pratese, probabilmente, sono più controlli da parte delle forze dell'ordine e, magari, una rete di base fra i locali che permetta loro di organizzare eventi più in grande: «E' una cosa che pensiamo tutti, ma nessuno è mai riuscito a fare» spiega Simone.

Il Wallace è anche base di partenza per il Magic Bus, organizzato coi ragazzi del Capanno BlackOut o di Officina Giovani, ha una squadra di freccette che è arrivata seconda in Italia al torneo open per gli amatori, e parteciperà a Prato a tutta birra, nel maggio prossimo, con altri 5 pub pratesi: «Sei stand, ogni pub porterà le sue birre, ci saranno concerti, un raduno di Harley Davidson e uno di maggiolini». Prato vista dal Wallace, in sintesi, non è male: «Vista da qui dentro, senza uscire, Prato di notte funziona bene - conclude Simone - magari è quando esci che smette di funzionare».

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