Sicurezza
La scuola Gandhi mette tutti a proprio agio
Grazie ad una speciale segnaletica si è cercato di venire incontro ai ragazzi con handicap
PRATO. Un progetto a favore di una scuola per tutti, all'interno dell' Istituto comprensivo Gandhi a Galciana. Da dieci anni il centro integrativo Gandhi sostiene l'importanza di aiutare i ragazzi con disagi psichici e comunicativi, soprattutto legati all'autismo, attraverso l'accoglienza nella società. «Abbiamo realizzato - spiega la coordinatrice Stefania Vannucchi - un percorso di accoglienza che riguarda la scuola dell' infanzia, la primaria e la secondaria, grazie alla collaborazione con la dirigente Daniela Mannini abbiamo potuto anche prolungare il progetto fino a 18 anni in modo da continuare il percorso anche dopo la fine della scuola dell' obbligo». L'idea di base è quella della reciproca accoglienza; i bambini normodotati hanno momenti di condivisione, come la mensa, la ginnastica e alcune ore in classe, con i portatori di handicap. «Il nostro obiettivo - spiega Vannucchi - è di rendere il più possibile autonomi i ragazzi, per questo abbiamo allestito una stanza dell' accoglienza e abbiamo riempito la scuola di cartelli comprensibili a tutti coloro che frequentano l' istituto; normodotati, stranieri e portatori di disagi psichici sono in grado di interpretare questi messaggi». La palestra ad esempio è contrassegnata da un pallone, i bagni da un rotolo di carta igienica, ma la segnaletica non è l'unico linguaggio figurativo all' istituto Gandhi; per comunicare con gli alunni più problematici tutti usano dei cartelli, non è una cosa rara vedere a mensa un alunno che utilizza la figura che indica di fare silenzio, per suggerire all' amico di stare zitto. «Nel nostro percorso ci sono anche momenti di condivisione in classe- spiega Vannucci, naturalmente prima abbiamo preparato gli altri alunni, oltre che le insegnanti». Il punto di forza del progetto è proprio la formazione continua che riguarda insegnanti, collaboratori scolastici e operatori del Crida .«Lo zoccolo duro del progetto - spiega la coordinatrice - siamo tre insegnanti delle elementari e tre delle medie che da anni siamo sempre presenti in modo da garantire la continuità ai ragazzi». Al progetto una scuola per tutti, finanziato dal Ministero dell' Istruzione e in parte dal Comune di Prato partecipano anche ragazzi che abitano fuori dalla provincia, attualmente gli alunni seguiti sono dieci.
Alessandra Agrati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
