La mannaia di Monti sul Comune
Da 44 milioni nel 2011 si passa ai 18 di quest’anno. Sul totale pesa il differenziale Imu-Ici. Le risorse calano di 12 milioni
PRATO. I conti, sui trasferimenti ai Comuni, il ministero delle Finanze li ha fatti. E il risultato è clamoroso: agli enti locali che hanno il compito di garantire i servizi ai cittadini, arriveranno ancora meno risorse rispetto alle peggiori delle proiezioni.
La mannaia. I numeri, messi in fila, scoraggiano: rispetto all’anno scorso quando al Comune di Prato vennero garantiti dallo Stato 44 milioni 385mila euro e spiccioli di contributi, quest’anno arriveranno 18 milioni 445mila euro e basta. Ovvero il segno meno riguarderà la cifra da capogiro di 25 milioni 940mila euro, 26 per arrotondamento.
Differenziale Imu-Ici. C’è però una spiegazione che solo un tecnico può dare: «Nell’ammontare complessivo dei trasferimenti - spiega Davide Zenti, dirigente della Ragioneria del Comune - va a incidere profondamente la differenza tra il gettito Ici e il gettito Imu. In pratica tutto ciò che dall’Imu arriverà in più rispetto all’Ici lo Stato lo tratterrà dai trasferimenti totali». Una sorta di trattenuta alla fonte, come si fa, con le tasse, negli gli stipendi dei dipendenti, pubblici o privati che siano, per essere sicuri di incassare.
I numeri. Il Comune di Prato quindi quest’anno metterà sul pallottoliere una serie di tagli che si sono succeduti, dalle manovre Tremoti, al decreto Salva Italia di Monti, e che si sovrappongono. Tra il 2010 e il 2011 i contributi statali sono diminuiti di 8 milioni 800mila euro i quali vanno sommati ai 17 milioni 200mila euro di trattenuta Imu: totale 26 milioni che sottratti ai 44 di contributi totali, danno appunto 18 milioni. Conti perfetti al centesimo.
Un errore da un milione. Con un piccolo giallo ulteriore: «I numeri che ci sono stati presentati dallo Stato - continua Zenti - sul differenziale Imu-Ici differiscono per eccesso dai nostri conti che per altro dovrebbero essere corretti». Errore che non riguarda solo l’amministrazione pratese - ha verificato l’Anci - ma praticamente tutte le migliaia di amministrazioni italiane che hanno visto cadere la mannaia sui contributi. In pratica lo Stato ha fatto proiezioni di incassi Imu più alte del reale (a Prato di un milione 100mila euro) ma ha comunque calcolato la trattenuta alla fonte sui proprio risultati. «In pratica - continua Denti - ci aspettavamo poco più di 21 milioni di euro di contributi e invece ne arriveranno poco più di18». Tra stime sovradimensionate, ritocchi, resti e così via il Comune di Prato avrà 2 milioni 760mila euro in meno del previsto.
La verifica di luglio. «Chiara è la volontà dell’amministrazione Cenni - è il commento dell’assessore al Bilancio Adriano Ballerini - di non gravare sulle tasche dei cittadini oltre a quanto già grava lo Stato. Vedremo i conti di luglio (quando lo Stato avrà chiaro quanto incassato dalla prima rata Imu ndr) poi si deciderà se ricalibrare e come almeno una parte delle imposte sulla casa». Da vedere anche quanto resterà in cassa al Comune. Sulla carta il Palazzo oltre ai 18 milioni di contributi potrà contare sui circa 44 milioni complessivi di Imu tra prima casa e il 50% dell’Imu sugli altri immobili. Totale 62 milioni di risorse complessive. Che se confrontate col totale delle risorse dell’anno scorso danno la quantificazione vera delle minori capacità dell’ente: 44 milioni di contributi 2011, 30 milioni di Ici. Uguale 74 milioni di risorse complessive che in un anno sono calate di 12 milioni.
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