Il Tirreno

Prato

Continua a crescere l’esercito dei nuovi cittadini italiani

diMaria Lardara

Immigrati dall’Albania o dalla Cina hanno giurato davanti al Tricolore e alla Costituzione L’assessore Silli: «Inviteremo i neodiciottenni stranieri a fare la richiesta prima dei 19 anni»

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PRATO. Straniero a chi? Hanno pelle scura, magari occhi con il taglio a mandorla e tratti somatici differenti ma sono a tutti effetti figli della Repubblica. Sono quelli che alle prossime elezioni politiche e amministrative potrebbero tranquillamente votare. A Prato ci sono 1.090 nuovi "Fratelli d'Italia" residenti che, fra il 2008 e il 2011, hanno giurato in Comune davanti al Tricolore e alla Costituzione italiana. Immigrati dall'Albania, dalla Cina o dal Marocco che, mentre i politici stanno a discutere di "ius soli" o "ius sanguinis" (cittadinanza per nascita su un territorio o per etnia: in Italia vige il secondo), hanno compiuto una precisa scelta. Il boom di cittadinanze acquisite, secondo i dati on line del Comune e a cura dell'ufficio statistica, si è verificato nel 2010 (353) e nel 2009 (310), con una leggero calo nel 2011 (225). Basti pensare che nel 2004 i nuovi italiani "battezzati" dal Comune di Prato furono 94. Questa voglia di patto di sangue sancito con la nazione italiana (la cittadinanza è inderogabile) non contempla ancora le seconde generazioni perché, analizzando bene le statistiche, si scopre per esempio che tra le 225 cittadinanze concesse, in 70 casi si tratta di persone residenti da minimo dieci anni in Italia (acquisto per naturalizzazione) e in 79 di figli che hanno acquisito la cittadinanza in seguito a quella ottenuta dai genitori. Gli acquisti "per residenza", ovvero i nati e residenti in Italia fino alla maggiore età, sono ancora la minoranza: 27 nel 2011 con un trend però visibilmente in aumento dal 2004 a oggi (in quell'anno furono solo 5). Sono le seconde generazioni con radici a Prato, magari le stesse che non hanno mai visto la terra di provenienza della famiglia, che pian piano si fanno largo con il desiderio di "sposarsi" con questo Paese. «Mi aspetto un'impennata di richieste di cittadinanza per i prossimi anni - ipotizza l'assessore comunale Giorgio Silli -: per questo motivo ho chiesto all'ufficio statistica di quantificare i ragazzi stranieri nati a Prato prossimi a compiere i 18 anni». Non solo. Il Comune sta valutando di aderire alla campagna dell'Anci "18 anni in Comune" (il sindaco di Prato presiede la commissione immigrazione dell'Anci nazionale). «Manderemo una lettera a tutti i neo maggiorenni nati e residenti in Italia da 18 anni per informarli dell'opportunità di ottenere la cittadinanza prima del compimento del 19esimo anno di età. E che hanno solo un anno di tempo per farlo, altrimenti devono prendere il permesso di soggiorno rischiando l'espulsione. La cittadinanza italiana - politicamente non mi stancherò di ripeterlo - è un punto d'arrivo: il giuramento sulla nostra Costituzione è sempre il frutto di una scelta convinta».

L'ordinamento italiano consente l'acquisto della cittadinanza per naturalizzazione (per i cittadini non comunitari dopo dieci anni di residenza legale in Italia), per residenza (cittadini stranieri nati e residenti in Italia senza interruzione fino alla maggiore età), o matrimonio con un cittadino italiano. Proprio le cittadinanze acquisite nel 2011 per l'unione con una dolce metà italiana sono state 28, con un calo graduale rispetto agli anni precedenti (nel 2007 furono 119).

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