Il Tirreno

Prato

San Vincenzo, allarme povertà

Aiutate 767 famiglie, per il 45% di immigrati, i separati sono in difficoltà

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PRATO. Contributi di cittadini, enti, istituzioni e soci che hanno permesso di aiutare nel 2011 767 famiglie in difficoltà. Sono i numeri della San Vincenzo de’ Paoli presentati l’altro giorno nel rendiconto dell’attività dei 18 gruppi operativi sul territorio. Con un calo però rispetto alle disponibilità di fondi ai quali la San Vincenzo «ha supplito - scrivono in una nota - con un maggiore impegno nella distribuzione di generi alimentari, ricevuti gratuitamente per oltre 41 tonnellate, e beni diversi (soprattutto vestiario e mobili) per un valore stimato di 28.000 euro». Le risorse sono andate tutte a sostenere i poveri perché l’attività dell’associazione è a costo zero visto che si tratta di volontariato. L'associazione ha continuato inoltre a prestare collaborazione a varie iniziative d'interesse sociale: Antiviolenza Donna, Centro d'Aiuto alla Vita, Emporio della Solidarietà, Microcredito, corsi d'Italiano per stranieri. Incrementata, inoltre, la collaborazione con i servizi sociali del Comune.

«Rispetto all'esercizio precedente si è avuto un aumento di oltre il 14% nel numero delle famiglie che hanno ricevuto aiuti - scrivono - incremento che s'innesta su precedenti dati già in costante crescita negli ultimi nove anni». Innumerevoli le tipologie di povertà alle quali sono andati gli aiuti.

«Il numero degli immigrati è pari al 45% del totale delle persone assistite. Solo due anni fa la proporzione era del 25%. Permane alta - aggiungono - l'incidenza della voce "disoccupazione": un quinto delle famiglie assistite ha problemi di disoccupazione totale, alla quale si aggiungono molti casi di lavoro inadeguato, a tempo parziale o saltuario. Notevole la sofferenza dei minori (8% dei casi trattati). Altrettanto presente il disagio degli anziani (5% dei casi). Permane significativo anche il numero delle persone cadute in povertà a seguito di separazioni familiari». E ancora : «Diverse famiglie sono retrocesse da una situazione al limite della povertà alla povertà conclamata, per l'esaurimento degli ammortizzatori sociali». E concludono: «I dati confermano che da un concetto di "emergenza povertà" si è passati a una costante in negativo di "povertà crescente"».

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